Unabomber, rispunta la pista americana

Il lamierino recuperato in un ordigno inesploso potrebbe arrivare da un paese anglosassone ed essere stato comprato nella base Usa di Aviano

da Trieste

Continuano i colpi di scena nell’inchiesta Unabomber. Sembra rispuntare infatti la pista americana nelle indagini. E a indicare questo nuovo percorso investigativo sarebbero le analisi dei periti della difesa di Elvo Zornitta sul lamierino usato dal terrorista per confezionare i numerosi ordigni in oltre dieci anni di crimine.
Lo scrive Il Gazzettino, che proprio sul «famoso» reperto oggetto delle analisi della procura di Venezia, circoscrive una possibile pista. Il lamierino potrebbe essere stato realizzato in un paese anglosassone. Lo testimonierebbe lo spessore pari a 0,37 millimetri - scrive il quotidiano - tipico dei sistemi misurati in pollici. Un dettaglio di non poco conto se si pensa a quanti americani vivono tra Aviano e Pordenone, ai confini tra Friuli e Veneto dove sorge una delle più grandi basi Usa d'Europa, proprio l'area in cui il bombarolo del Nord-Est ha colpito indisturbato per 13 anni. Nessuna conferma, tuttavia, da parte dei legali di Zornitta, l'ingegnere di Azzano Decimo finora unico indagato, anche se i difensori fanno sapere che dopo avere scagionato il loro assistito, vorranno fare piena luce sul caso. È slittato invece a oggi, a ridosso dell'udienza davanti al Gip Enzo Truncellito, il deposito del supplemento di perizia disposto nell’incidente probatorio, quello che dovrebbe stabilire cioè se veramente il lamierino recuperato da un ordigno inesploso sia stato alterato da parte di un investigatore.
Il consulente nominato dal Gip, il professor Alessio Plebe, infatti, non si è presentato ieri al Tribunale di Trieste, dove era prevista la presentazione della sua relazione. «Sto cercando di arrivare a una conclusione che possa essere il più vicino possibile alla verità, ma non è semplice», ha spiegato l’esperto. L'ulteriore perizia era stata decisa in base a un'istanza del collegio difensivo dell'ingegnere, che aveva scoperto l'alterazione esaminando la «storia» del reperto, ritrovato nel 2004 in un ordigno inesploso infilato in un inginocchiatoio della chiesa di Sant'Agnese a Portogruaro (Venezia): un taglio di qualche decimo di millimetro, una «rifilatura» risalente al periodo della permanenza del lamierino nel Laboratorio di indagini criminalistiche (Lic) di Mestre. Una manomissione denunciata anche con un esposto, da cui è scaturita l'indagine veneziana nei confronti di Ezio Zernar, direttore del Lic.