Undici anni nel gulag in Siberia La libertà nel giorno più «nero»

«In cella di rigore cercavo sempre di portare con me un pezzetto di matita d’ardesia che nascondevo in bocca. E su pezzi di giornale o sul pavimento, sul muro, disegnavo dei castelli». Vladimir Bukovskij fu espulso dall’università per una pubblica lettura di poesia e arrestato dai sovietici come sovversivo, 11 anni in Siberia, un paio in manicomio. Esce grazie a uno scambio di prigionieri tra l’Urss e il Cile di Pinochet. È il 1976, ha 34 anni. La vita ricomincia da 17.