«Undici campi sono troppi» E Forza Italia litiga sui rom

Scontro su 400mila euro destinati alle Politiche sociali. Nota della Moratti: «Più collaborazione, coniugare solidarietà e legalità»

Il villaggio nomadi al Parco Lambro spacca Fi. E in Comune fa salire l’adrenalina in tutto il centrodestra. La Lega conferma l’avvio del progetto ronde, An non condivide, ma sugli zingari il capogruppo Carlo Fidanza annuncia la linea dura («Una risposta sbagliata a istanze legittime»), la Lista Moratti e l’Udc non firmano, ma sono pronte a votare gli emendamenti del Carroccio che vogliono spostare 400mila euro dal settore Politiche sociali alla voce integrazione alla Sicurezza. Capitolo videosorveglianza. Che, in soldoni, significa sfilarli a Mariolina Moioli, l’assessore finito nel mirino per la sua strategia di accoglienza. «A Milano i campi nomadi sono già undici, ce n’è abbastanza», le parole del capogruppo azzurro Giulio Gallera che suonano come una sfiducia della Moioli, pupillo del sindaco Letizia Moratti. «Quando avevamo dato il via libera alla ristrutturazione di Triboniano - aggiunge Gallera -, si era detto che non erano previsti altri campi. Che Milano la sua parte l’aveva fatta e che ora sarebbe toccato alla Provincia e ai Comuni dell’hinterland». Critico Aldo Brandirali, l’ex assessore oggi consigliere di osservanza ciellina. «Una linea sbagliata, ricordo che quando i rom erano ad Opera qualcuno ha bruciato gli insediamenti e Gallera con le sue uscite ha già fatto arrabbiare il prefetto». Una premessa per passare a chiedere di «mettere in discussione la funzione stessa del capogruppo». Immediata la replica. «Sui nomadi - si difende Gallera - il 90 per cento del gruppo è sulle mie posizioni. E il documento stilato ai tempi di Triboniano era stato sottoscritto da ben 16 consiglieri su 23». E attacca la Moioli dicendo che non sono accettabili «posizioni personali» all’interno della giunta. «Ho incontrato il prefetto - rivela - e mi ha spiegato che l’esproprio al parco Lambro è stato fatto dopo una lettera di sollecitazione del Comune. L’assessore Moioli, dopo l'intervento in via Triboniano, ci aveva assicurato che non ci sarebbero stati altri campi e invece scopriamo che la direttiva per accampare lì i rom di Opera è venuta proprio dal Comune». Un problema politico per il quale Gallera chiede un incontro con la Moratti per capire quale sia la linea del Comune in merito. «Chi rappresenta l’amministrazione deve seguire questa linea, non posizioni personali». Ma la Moioli non indietreggia. «Il mio sindaco dice solidarietà e sicurezza. È questa l’unica strada, altrimenti non si va lontano», replica rimandando a una nota di Palazzo Marino. Nella quale la Moratti parla della «necessità di una «forte collaborazione tra le istituzioni come base sulla quale costruire risposte al bisogno di sicurezza che sappiano coniugare solidarietà e rispetto della legalità». L’appuntamento è per il 16 aprile, con il vertice tra Comune, Provincia e Regione. Non prima della convocazione, subito dopo Pasqua, del tavolo a cui il centrodestra cercherà di trovare una linea comune.