Unica sede per il Comune, 5mila dipendenti trasferiti a Garibaldi

Filippo Penati non finisce mai di stupire. L’ultima trovata dell’inquilino di Palazzo Isimbardi è «impiegare 300 cassintegrati» per «rafforzare gli uffici della polizia locale». Motivo? «Più sicurezza sul territorio». Domandina: ma chi paga i trecento? Be’, la Provincia che «stanzia 500mila euro». Naturalmente, Penati (con la lista Penati si ricandida alla guida di via Vivaio) sbandiera il «grande interesse» e «consenso» riscosso tra i sindaci del Milanese verso questa sua uscita.Nulla o quasi risalto invece a un dettaglio non da poco sull’operazione: «I Comuni avranno anche la possibilità di segnalare lavoratori da impiegare» per un massimo di sei mesi rinnovabili.
Sì, avete letto bene: le amministrazioni comunali potranno «segnalare» i lavoratori da assumere che saranno poi pagati con i nostri soldi. Impossibile non immaginare dunque a un ufficio di collocamento da campagna elettorale. Che, peraltro, non serve: già da Regione Lombardia - e non a settanta giorni dal voto - sono arrivati contributi più che sostanziosi per la polizia municipale di tutti i Comuni, Milano e dintorni. E, poi, il governo su Milano e Provincia ha garantito un incremento degli uomini delle Forze dell’ordine. Insomma, l’iniziativa penatiana è un pessimo doppione, con l’aggiunta che, concretamente, i Comuni hanno a disposizione per ogni persona poco più di 1.500 euro da dividere per sei mesi di lavoro. Guai però contraddire Penati e i suoi golden boy: ne sanno qualcosa gli assessori di Rifondazione comunista che, in giunta, hanno votato contro quest’idea di «cattivo gusto» perché è un «pasticcio» dal sapore «assistenzialista» e nient’altro.
Loro hanno rischiato di trovarsi fuori dalla maggioranza. Solita manfrina che Penati non porta mai a termine perché altrimenti rischia il commissariamento della Provincia e, allora, stop allo spreco dei soldi che in campagna elettorale non sono mai, ma proprio mai abbastanza.