UniCapitalia, ok dell’Isvap I subprime pesano 354 mlioni

I «conduit» ammontano a 11,8 miliardi. Profumo: «Esposizione trascurabile». Bene il titolo in Borsa

da Milano

Primo via libera a Unicredit-Capitalia: è stato l’Isvap, ieri, a dare parere favorevole all’operazione, dopo un esame degli effetti sulla concorrenza nel comparto assicurativo (che riguarda tutte le diverse partnership delle due banche). Nello stesso tempo Unicredit ha comunicato al mercato (in una conferenza organizzata a New York) il livello del proprio «coinvolgimento» nei mutui subprime e nei prodotti derivati e collegati: numeri definiti dall’ad Alessandro Profumo come «trascurabili», ancorché i più elevati del sistema nazionale in seguito alla presenza all’interno del gruppo delle ex banche tedesche (gruppo Hvb).
L’esposizione complessiva diretta e indiretta verso il mercato Usa dei mutui subprime era di 354 milioni a fine giugno, di cui 277 milioni in bilancio (di tipo Rmbs e Cdo), con «alta qualità degli asset». L’esposizione equivalente a questi investimenti rappresenta lo 0,8% del patrimonio totale di vigilanza.
Unicredit ha inoltre reso noto che l’ammontare totale degli asset dei sei «conduit» (veicoli finanziari non contabilizzati in bilancio) sponsorizzati da società controllate del gruppo è di 11,8 miliardi a fine agosto. Più del 90% degli asset sottostanti ha un rating «investment grade». L’investimento del conduit Bavaria Trr, il più grande, è stato ridotto, a partire da luglio, da 14,3 miliardi a 6,2 miliardi. In ogni caso, l’esposizione in valore assoluto è assai inferiore a quella comunicata da altre banche europee. Basta ricordare i 77,9 miliardi di Abn, i 34,7 della Royal Bank of Scotland, i 31,5 di Barclays, i 28,9 di Fortis.
«La nostra esposizione verso il mercato statunitense dei subprime è totalmente trascurabile. Inoltre, sono assolutamente fiducioso riguardo al nostro coinvolgimento nei sei conduit che sono, da un lato, solo in piccolissima parte coinvolti nei subprime Usa e, dall’altro, hanno un sottostante di alta qualità», ha detto Profumo. Il mercato ha reagito positivamente alle notizie di Unicredit, con un rialzo dello 0,8% del titolo a 5,8 euro.
Tornando alla fusione, secondo l’Isvap il matrimonio con Capitalia avrà effetti potenzialmente lesivi sulla concorrenza. Tuttavia l’autorità guidata da Giancarlo Giannini ha giudicato idonei a compensare tali effetti negativi gli accordi presi da Unicredit con l’Antitrust. Si tratta dell’impegno a cedere sportelli e a limitare gli intrecci azionari nella filiera Unicredit-Capitalia, Mediobanca e Generali attraverso la cessione del 9% di Mediobanca nonché attraverso la sterilizzazione del voto su questioni assicurative dei consiglieri di Unicredit con cariche in Mediobanca. Col parere dell’Isvap l’Antitrust è ora pronta a dare il via libera definitivo all’operazione entro il termine ultimo del 30 settembre.