Unicredit, 1.300 nuove filiali in Est Europa

da Milano

L’idea è di aprire 1.300 nuovi sportelli. Non certo in Italia, dove Unicredit non può tanto per vincoli Antitrust. Ma bensì nell’Est Europa, dove il gruppo è già forte, ma intende esserlo ancor di più. Questo sarà uno degli annunci che l’ad Alessandro Profumo darà domani da Vienna, in occasione dell’aggiornamento del piano d’impresa di Unicredit. Nell’attesa ci hanno pensato due dei suoi colonnelli, Roberto Nicastro e Paolo Fiorentino, entrambi vice di Profumo, a dare qualche anticipazione, in occasione di un primo «punto» sull’integrazione con Capitalia, a un anno dall’operazione.
Integrazione che ha prodotto, in questi primi 6 mesi, «200mila nuovi clienti - ha detto Nicastro - di cui 50mila al netto delle uscite». E Capitalia non fa eccezione, registrando anch’essa un flusso di clienti positivo. E questo prima che la migrazione informatica sia stata ancora completata: il giorno di Ferragosto è già stato prenotato per completare l’operazione alla Banca di Roma. Poi toccherà entro ottobre al Banco di Sicilia. Tra i benefici dell’integrazione, secondo Fiorentino, ci sono anche i 60 milioni di risparmi per i clienti di Capitalia, grazie a minori costi dei servizi, e più alti stipendi per i dipendenti.
In generale il gruppo mostra dinamiche espansive maggiori della media, soprattutto nel settore delle piccole e medie imprese, e soprattutto nelle zone del Sud ex presidi di Capitalia. «Nel primo trimestre - ha detto Nicastro - la crescita dell’attività in Italia per le pmi è stata dell’8%, in Unicredit del 15%, nell’ex Capitalia del 30%. E questa «non è una scelta facile in questo particolare momento. Ma crediamo nella salute delle imprese e non intendiamo stringere il credito come invece fa qualche banca straniera, che ha meno interesse nella nell’Italia».
E se la crisi dei mercati spaventa, l’attività tradizionalmente più esposta - quella nell’investment banking - registra «a oggi risultati positivi», ha spiegato Fiorentino: «Siamo dalla parte di chi è meno preoccupato, ma il contesto è di grande incertezza. Siamo spaventati dall’intensità di questa crisi e da quanto possa diventare sistemica». Quanto all’impatto della crisi sui mutui, gli accantonamenti sono aumentati solo di 5 punti base passando dallo 0,25% di un anno fa allo 0,3% alla fine del primo trimestre. Cresciuti, invece, del 10-15% i clienti con minor puntualità nei pagamenti.
Il gruppo confida infine di trovare nuovi spazi di riduzione dei costi, ma non nel personale: Nicastro ha confermato il piano di riduzione del personale in Italia in seguito all’integrazione di Capitalia in 7.800 unità entro il 2010 (2.000 dipendenti hanno già aderito nel 2007).