Per Unicredit è «allarme Est», tonfo del titolo in Borsa

Moody's lancia l'allerta per la recessione che sta colpendo i paesi della Nuova Europa dove Piazza Cordusio ha una forte presenza. Nel mirino c'è anche Intesa Sanpaolo

Aumenta di intensità l'«allarme Est Europa» sul pannello di controllo di Unicredit che è precipitata in Piazza Affari insieme a Intesa Sanpaolo. Dopo il tonfo di ieri (-8,4%), oggi le azioni del gruppo guidato da Alessandro Profumo hanno ceduto un altro 7,35% chiudendo a quota 1,12 euro, in una giornata pessima per le Borse internazionali. A pesare su Unicredit e su Intesa (meno 7,6%) sono stati i timori nutriti da Moody's e da S&P per l'impegno delle due superbanche italiane nel Centro-Est Europa. Dall'area provengono da tempo preoccupanti segnali di recessione e le monete locali stanno precipitando nei confronti dell'euro. Moody's teme quindi ripercussioni sui bilanci delle grandi banche dell'Europa occidentale e non esclude tagli del rating. Le preoccupazioni maggiori sono concentrate su Unicredit, che a fine settembre otteneva ancora dal Centro est Europa circa il 20% dei propri ricavi. A partire dalla Polonia che da sola rappresenta il quarto mercato dell'istituto guidato da Profumo (7% dei ricavi), dopo Italia, Austria e Germania. Piazza Cordusio ha però già fatto sapere che non farà mancare risorse alle controllate nei Paesi del Centro-Est Europa. In ogni caso, ha aggiunto la superbanca, nel 2008 l'utile del gruppo in questa regione è stato superiore al budget. Senza contare che Piazza Cordusio ha una presenza molto diversificata nell'est Europa: nessun Paese pesa infatti per più del 2% dei ricavi, con la sola eccezione della Polonia (7%) e della Turchia (3% circa).