Unicredit «arma» il nuovo Bds e punta sulla Sicilia

Profumo presenta il riassetto ai dipendenti: «Non ci saranno altre chiusure». La Fondazione in Banca Nuova? «Può confondere»

da Milano

Alessandro Profumo svela il nuovo Banco di Sicilia che con 433 filiali presidierà l’isola per l’intero gruppo Unicredit. La presentazione di strategie e manager è avvenuta ieri pomeriggio al Teatro Massimo, di Palermo, dove l’amministratore delegato della più europea delle banche italiane aveva fatto radunare quadri direttivi e direttori di filiale della controllata. Quasi 500 persone cui Profumo ha illustrato il nuovo corso di Bds che, in seguito alla riorganizzazione territoriale decisa da Unicredit dopo l’annessione di Capitalia, si occuperà di tutte le attività retail dell’intero gruppo in Sicilia così come faranno Unicredit Banca nel Nord Italia e Unicredit Banca Roma nel Centro-sud. Il Bds conterà 433 filiali, coordinate da 32 direzioni di territorio e tre direzioni commerciali (Sicilia occidentale, orientale e Sud).
Presenti all’incontro anche il vice ad di Unicredit Roberto Nicastro e il capo del retail Gabriele Piccini, oltre ai «padroni di casa» Ivan Lo Bello (presidente del Bds) e Roberto Bertola (ad). Un gesto, quello di Profumo e Nicastro, insieme di attenzione e di distensione verso il territorio, dopo la tentata rivolta che lo scorso gennaio aveva scosso il vertice del Banco di Sicilia per poi risolversi con l’uscita del «dissidente» Salvatore Mancuso.
L’unica nota di scetticismo Profumo l’ha riservata all’ingresso con l’1% della Fondazione Banco di Sicilia (azionista di Unicredit con lo 0,6%) nel libro soci della concorrente Banca Nuova (gruppo Popolare Vicenza). «Certamente il fatto che ci sia un brand comune può generare un po’ di confusione»: ha notato il banchiere. L’ente, tuttavia, punta a diversificare il patrimonio e Nicastro ha detto di non essere preoccupato sulla prolungata assenza nel cda del Bds dei rappresentanti di Regione Sicilia e Fondazione Bds.
Profumo, che qualche mese fa aveva preannunciato una cura dimagrante in Germania, ha assicurato che non ci saranno altre chiusure per le filiali del Banco dopo le vendite imposte dall’Antitrust. La riorganizzazione del Bds, «è molto avanti e siamo contenti del processo in corso», ha detto il banchiere sottolineando che il riassetto «non deve preoccupare i dipendenti» visto che i ridimensionamenti «sono legati al piano dei prepensionamenti, con 2mila persone già fuoriuscite nel 2007». A Palermo avranno sede anche società informatiche e di back office del gruppo, così da ovviare a parte dei dipendenti che lasceranno la direzione generale di Palermo.