Unicredit arriva debole all’esame del consiglio

La riunione era in agenda da tempo ma questo pomeriggio il blitz dei fondi sovrani libici nel capitale di Unicredit non potrà che essere sul tavolo del consiglio di amministrazione. Come minimo per un’«informativa» del presidente Dieter Rampl e dell’ad Alessandro Profumo sui progetti di Tripoli che con il 4,23% è già il secondo azionista del gruppo e che non ha fatto mistero di voler salire al 5 per cento. La soglia massima prevista dallo statuto per i diritti di voto, a un soffio dal 5,083% detenuto dalla Fondazione CariVerona e molto oltre il 3,8% di Crt. Oggi in Unicredit inizia quindi il percorso che con ogni probabilità porterà ad aggiungere un posto in cda per fare accomodare l’«ambasciatore» della Banca centrale libica, che in prospettiva dovrebbe salire fino alla vicepresidenza del gruppo. Dal momento che Unicredit ha finora evitato di cooptare consiglieri d’urgenza, un allargamento immediato appare però poco probabile, sebbene non impossibile. In alternativa il gruppo potrebbe sfruttare la finestra dell’assemblea dei soci che il 14 novembre sarà chiamata ad approvare la manovra da 6,6 miliardi per risollevare i conti, a patto però di trovare i tempi tecnici per integrare l’ordine del giorno. La terza strada, secondo alcuni la più probabile, è invece aprire le porte del vertice ai libici a maggio. Quando Piazza Cordusio dovrà rinnovare l’intero consiglio che «scade» con l’approvazione dell’attuale bilancio. Il 12 novembre, pochi giorni prima dell’assise dei soci, il board sarà invece chiamato ad analizzare la trimestrale. Un test importante per la salute del gruppo che ieri ha trascorso un’altra giornata sull’altalena di Piazza Affari, annullando in serata (meno 2,5%) l’iniziale rialzo. A pesare è stato l’allarme sul settore del credito lanciato da Merrill Lynch. Secondo l’istituto Usa, che ha assistito Unicredit insieme e Mediobanca nel recente aumento di capitale, le banche europee avrebbero bisogno di 73 miliardi per rafforzare il proprio patrimonio e più precisamente Piazza Cordusio di 7,4 miliardi. Per quanto Merrill Lynch sia partita da uno scenario pessimistico, la pagella è stata una brutta sorpresa per la Borsa e Profumo.
Attorno cui inizia però a fare sempre più quadrato il sistema: «Profumo è una persona seria, che lavora per il rilancio di Unicredit», ha sottolineato il presidente della Pirelli Marco Tronchetti Provera. Cesare Romiti ha invece ricordato positivamente la propria esperienza con i soci libici quando sedeva al vertice della Fiat.