Unicredit: bene gli utili, 5mila gli esuberi

Venduti per 625 milioni a Ge Money gli sportelli polacchi in eccesso

da Milano

Il cda di Unicredit approva i conti trimestrali migliori della storia, sistema la questione polacca con la vendita a Ge Money degli sportelli in eccesso, e mette a punto le squadre che nei due consigli di amministrazione dovranno pilotare la fusione con Capitalia. Ultima notizia di giornata per Piazza Cordusio, l’accordo sugli esuberi derivanti dalle nozze: 5.000 in tutto.
La sorpresa maggiore arriva dai conti, di gran lunga migliori delle previsioni degli analisti. L’utile netto ha raggiunto gli 1,82 miliardi, in crescita del 6,8% rispetto al corrispondente periodo del 2006, in cui tra l’altro il dato risentiva della vendita della croata Splitska (322 milioni il contributo all’utile). Le previsioni più accreditate si attestavano tra 1,60 e 1,61 miliardi. Il risultato di gestione è migliorato del 21,8%, con crescite di rilievo sia per il margine di interesse (quasi il 10% a perimetro costante) sia per le commissioni (+11,5%). Particolarmente buone le performance del ramo di investment banking (commissioni a +35,2%) e dell’asset management (+16,8%).
Il numero uno Alessandro Profumo ha confermato che i target di risultato indicati per il 2007 saranno battuti, ma nonostante le notizie positive il titolo ha lasciato sul campo a fine seduta lo 0,85% a 6,19 euro. Era salito nei giorni scorsi anticipando i risultati, hanno spiegato gli operatori, e ha risentito degli ormai cronici timori per la crisi dei mutui subprime.
Quanto alla Polonia, il corrispettivo della vendita a Ge Money (gruppo General Electric) dei 200 sportelli di Bph che le autorità avevano obbligato a cedere prima della fusione con Pekao (625,5 milioni di euro) sembra aver deluso qualche analista. Da parte di Unicredit si controbatte facendo riferimento alla situazione di contesto in cui è avvenuta la vendita.
Infine il consiglio: ieri, come previsto, sono stati cooptati i rappresentanti di Capitalia. Sono Berardino Libonati, Salvatore Ligresti, Salvatore Mancuso e Donato Fontanesi. Libonati è stato subito nominato vicepresidente. Specularmente nel board di Capitalia sono entrati gli uomini di Unicredit. Insieme a Profumo nel cda romano è entrato Paolo Fiorentino, da poco nominato deputy ceo del gruppo milanese e responsabile della divisione global banking services.
Fiorentino, che con Carmine Lamanda da parte romana, era stato incaricato di gestire il processo di integrazione tra i due istituti, è stato nominato amministratore delegato di Capitalia.
Sempre ieri, come detto, è stato annunciato l’accordo relativo alle uscite di personale successive alla fusione. In tre anni per 3000 persone si farà ricorso a un’incentivazione legata al fondo esuberi del settore bancario. Per altre 2000 l’incentivazione sarà condotta su base volontaria. Il turnover, infine, sarà ridotto del 50%. Il personale in eccesso dovrebbe essere concentrato nelle sedi centrali dei vari istituti coinvolti nella fusione, e cioè a Roma, Milano, Palermo e Brescia.