Unicredit, Borsa «fredda» sul nuovo piano

Utili in crescita del 27% Abertis: «Pronti a fare la nostra parte in Schemaventotto»

Marcello Zacché

da Milano

Per il nuovo Unicredito versione europea Alessandro Profumo presenta un piano triennale uno e trino: contemporaneamente ambizioso (target alti), conservativo (sui dividendi, per migliorare i ratios patrimoniali) e aggressivo (nuove acquisizioni nel mirino). Ma il combinato disposto non è piaciuto al mercato: meno 3% in Piazza Affari, dove i titoli Unicredito hanno chiuso a 5,9 euro.
Se questa è una possibile sintesi dell’Unicredit day, che si è celebrato in Baviera, a Monaco, a casa dell’ex gruppo Hvb, assorbito lo scorso anno da Unicredito, nei particolari Profumo ha fornito i numeri con i quali il neo gruppo italo-tedesco affonterà il triennio 2006-2009. Le previsioni di redditività sono per una crescita composta annua dell’utile per azione del 27% e un incremento medio annuo dei ricavi intorno all’8%. Confermato il target di eps (utile per azione) al 2007 a 0,56 euro, mentre nessun valore assoluto è dato per l’obiettivo al 2008, che secondo fonti finanziarie, si attesterebbe tra 0,65 e 0,66 euro. Importante l’accenno al core tier1 (il principale indicatore di patrimonializzazione, indebolito dalla fusione con Hvb): è atteso nel 2008 al 6,8% dal 5,53% del 2005. Fino al raggiungimento di quel livello i dividendi avranno un tasso di crescita più basso rispetto all’utile. Successivamente il tasso di crescita della cedola sarà in linea con quello dell’utile per azione, ha detto Profumo.
Ambiziosi altri obiettivi. Tra questi i costi operativi, attesi in crescita composta annua del 3% con un cost/income che passa dal 60,7 al 53%. Il Roe arriverà al 17% dal 10,2% del 2005, mentre i costi di integrazione con Hvb si riducono a 1,25 miliardi da 1,35 miliardi della precedente stima. Nel triennio tali costi saranno compensati dalle poste straordinarie. La riduzione attesa del personale è pari al 5% a 126.900 unità a fine 2008 da 133.740 di fine 2005. Tassi di crescita a doppia cifra sono attesi per i ricavi delle divisioni Investment Banking (+13% annuo), Est Europa e Polonia (+11%) e Private & Asset Management (+10%). Secondo alcuni analisti il mercato avrebbe reagito male considerando troppo ambiziosi certi obiettivi e restando deluso dalle stime sulle sinergie nei costi, ferme a quota 900 milioni.
Il piano è concepito sulla base dello stato di fatto, ma è aperto a eventuali allargamenti di perimetro. Leggi acquisizioni: «Analizziamo tutte le possibilità - ha detto Profumo -, abbiamo una generazione di cash flow molto importante. Possiamo permetterci tutto quello che vogliamo e quindi escludo assolutamente, a oggi, un aumento di capitale» per una eventuale acquisizione. Mentre sulla possibilità di un’acquisizione in Europa occidentale ha detto: «Ci sono molti Paesi interessanti, inclusa l’Italia. Vedremo quello che succederà. Stiamo valutando le occasioni esistenti in Europa centrale. La Germania rappresenta un mercato chiave».
Profumo ha poi parlato di ristrutturazione dei crediti, con una razionalizzazione di quelli lordi verso la clientela non strategici pari a 30 miliardi. Si tratta di crediti «con una redditività decisamente inferiore ai nostri target e per questo intendiamo cederli molto velocemente», ha spiegato Profumo.
Infine la vicenda Autostrade: «Bisogna vedere cosa succederà con la quota di Abertis. Ma come Unicredit faremo la nostra parte», ha detto Profumo. «Se gli altri azionisti di Schemaventotto dovranno comprare la quota di Abertis, Unicredit comprerà la propria quota».