Unicredit-Capitalia, Profumo: entro il 2010 utile a 10 miliardi

L'ad di Unicredit dopo la fusione: &quot;La nostra vocazione resta europea&quot;. Dal matrimonio <a href="/a.pic1?ID=179347" target="_blank"><strong>nasce un gruppo da 99 miliardi</strong></a>, la seconda banca d'Europa, la sesta al mondo

Milano - Unicredit ritiene di poter realizzare un utile netto di 10 miliardi prima del 2010. Lo ha detto l’amministratore delegato Alessandro Profumo rispondendo alla domanda di un analista nel corso della presentazione della fusione con Capitalia. "Lei si attende un utile netto a 10 miliardi per il 2010 analizzando i dati che abbiamo fornito - ha detto Profumo -. Ci attendiamo di poter fare prima questo risultato".

Visione internazionale Anche dopo la fusione con Capitalia, il gruppo Unicredit manterrà il proprio profilo europeo e internazionale. È quanto ha sottolineato oggi l’ad, Alessandro Profumo, durante la presentazione agli analisti finanziari dell’operazione di aggregazione tra i due istituti. "Vogliamo mantenere la nostra visione paneuropea. Avremo un forte profilo europeo non solo nel retail ma anche nell’asset management - ha affermato Profumo -. Siamo un vero gruppo internazionale. Ci consideriamo europei e vogliamo restare europei. Per noi anche Russia e Turchia sono Europa".

Geronzi La crescita all’estero del gruppo Unicredit "non sarà limitata né rallentata" dalla fusione con Capitalia. A confermare le parole di Profumo è Cesare Geronzi, il presidente di Capitalia e vicepresidente in pectore del nuovo gruppo. Anche il presidente di Unicredit Dieter Rampl ha detto che il gruppo non cesserà "di guardare alle opportunità di crescita esterna".