Unicredit cede le Casse cuneesi a Popolare Emilia

Il prezzo: 148 milioni. La banca modenese sfiora ora i 1.200 sportelli. Perplesse le Fondazioni azioniste. Sale ancora in Borsa il titolo di Piazza Cordusio (+1%)

Angelo Allegri

da Milano

Da giorni era considerata l’unica seria pretendente e ieri è arrivato l’annuncio ufficiale: la Banca Popolare dell’Emilia Romagna si è aggiudicata le partecipazioni nelle casse di risparmio cuneesi messe in vendita da Unicredit. Il prezzo concordato: 148,5 milioni di euro, con una plusvalenza per la banca milanese di circa 80 milioni. A presentare nelle settimane scorse un’offerta era stata anche la Popolare di Milano, che, però, in base alle indiscrezioni, era disposta a pagare una cifra considerata non soddisfacente dagli uomini di Alessandro Profumo. A passare di mano sono state le quote di Unicredit in Cassa di risparmio di Bra (31,02% del capitale), Fossano (23,08%), Saluzzo (31,02%) e Savigliano (31,01%). In tutto 70 sportelli, prevalentemente concentrati nelle province di Cuneo e Torino, le cui quote di maggioranza fanno capo a delle fondazioni locali.
Per Unicredit, impegnata nella mega-fusione con Hvb, le partecipazioni non erano più strategiche e la cessione contribuisce a quella «ottimizzazione» del capitale a cui gli uomini di Profumo si stanno dedicando. Quasi a festeggiare l’operazione ieri la Borsa ha fatto segnare un nuovo record per il titolo della banca milanese, che ha chiuso a 5,71, in rialzo dell’1,04%. A influire è stato anche un report di Goldman Sachs in cui gli analisti della banca d’affari hanno detto di vedere un potenziale di rivalutazione del titolo di circa il 6%, con valore fissato a 5,9 euro per azione. Il prezzo - sostiene il report - incorpora le sinergie e il guadagno netto derivante dalla ristrutturazione del portafoglio crediti di Hvb e dal portafoglio azionario di Unicredito. Goldman Sachs ritiene che l'istituto raggiungerà facilmente sinergie per 580 milioni nel 2007. Tra i fattori di rischio citati c’è però l'ipotesi che le autorità polacche blocchino il merger tra le due consociate Bhp e Pekao. Ieri, tra l’altro, Unicredit ha confermato che le due società di asset management di Hvb verranno fuse nel gruppo Pioneer. Una mossa, quest’ultima, che non aveva mancato di suscitare qualche protesta del management tedesco, che aveva fatto notare come il nuovo marchio fosse in pratica sconosciuto sul mercato locale.
Per quanto riguarda la banca popolare dell’Emilia Romagna l’acquisizione conferma la strategia di attivismo dell’istituto guidato dall’amministratore delegato Guido Leoni. La Bper, che prima dell’acquisizione di ieri schierava in campo già più di 1.100 sportelli, negli ultimi mesi aveva accolto l’appello del governatore Antonio Fazio ed era accorsa a sostegno dell’Opa di Unipol su Bnl acquisendo il 3,9% del capitale e affiancando la compagnia assicurativa. Sul fronte piemontese Leoni dovrà però superare un ostacolo: la resistenza di alcune tra le Fondazioni coinvolte. «Se vogliono diventare soci», ha osservato polemicamente due giorni fa Gianni Rabbia, presidente della Fondazione Cassa di Saluzzo, «sarebbe bene che ci dicessero che cosa hanno in testa». Timori di perdita dell’autonomia degli istituti locali sono stati espressi anche dal presidente della provincia di Cuneo Raffele Costa. Leoni si è affrettato a spendere parole di pace: «Vogliamo avere solo il ruolo di partner industriale».