Unicredit, le Fondazioni in difesa della loro quota: meno azioni nella cedola

RomaColpo di scena nella maratona assembleare di Unicredit. A tarda sera nel corso della parte straordinaria della riunione è stata approvata a larghissima maggioranza (96,8%) una mozione di un piccolo azionista che modifica la modalità tecnica di distribuzione del dividendo in azioni. Anziché calcolare l’importo dell’aumento di capitale gratuito sulla base dei 30 giorni di Borsa aperta precedenti la riunione del cda del 16 marzo è stato chiesto di conteggiare il mese precedente l’assemblea, cioè i 30 giorni fino al 28 aprile.
Non è un cambiamento di poco conto. La proposta originaria, infatti, prevedeva l’emissione di 4,8 miliardi di nuove azioni da distribuirsi in ragione di 13 nuovi titoli ogni 36 possedute perché la media dei corsi a metà marzo segnava 0,946 euro. Ma, come sottolineato dallo stesso Profumo ieri in assemblea, dalla presentazione dei conti Unicredit ha guadagnato l’89% sovraperformando l’Eurostoxx bancario (+35%). E infatti la media al 28 aprile segna un valore medio di circa 1,627 euro. Di qui la proposta messa ai voti: distribuire 29 azioni ogni 150 possedute emettendo «solo» 2,43 miliardi di nuovi titoli. Il rapporto di assegnazione passerà così da 1 nuova ogni 3 vecchie a 1 a 5.
In realtà, per i piccoli azionisti del gruppo bancario italiano non cambia assolutamente nulla. In termini di consistenza monetaria del dividendo distribuito intascheranno la stessa somma perché, nell’ultimo mese, il titolo si è apprezzato. Cambierà qualcosa, anzi parecchio, per le Fondazioni di Torino e Modena e per l’azionista libico che ha sottoscritto i cashes (le obbligazioni preparate da Mediobanca che hanno come sottostante i titoli dell’aumento da 3 miliardi effettuato l’anno scorso per patrimonializzare la banca). Ove mai decidessero di convertire il bond in azioni sarebbero molto meno diluiti. Difendendo meglio il proprio investimento e pesando ancor di più nel governo societario di Unicredit.
La maratona assembleare di ieri si è trascinata fino a notte. Le rimostranze in tono simil-Di Pietro dei piccoli azionisti hanno trascinato la parte ordinaria per 10 ore. Eppure Profumo aveva rassicurato tutti dicendo che il gruppo ha iniziato in maniera positiva il 2009. «L’avvio dell’anno - ha affermato - è stato buono con un contributo positivo di tutte le divisioni a gennaio e febbraio» e con un grande focus «sui costi e l’efficienza». Unicredit «ha una presenza commerciale rete molto solida in Europa Occidentale ed Est Europa per affrontare le sfide del 2009», ha aggiunto.
Rispondendo agli azionisti ha inoltre precisato che le riserve liquide sono «soddisfacenti e oltre i 106 miliardi di euro mentre i Tremonti-Bond (4 miliardi fra Italia e Austria) «porteranno un effetto di cassa ulteriore» per complessivi circa 4 miliardi.