Unicredit, la Germania cancella il riassetto Hvb

La replica: «Il lavoro che abbiamo fatto è valido». Ma il titolo scivola (-2,8%)

da Milano

La ribellione al vertice del Banco di Sicilia è sedata solamente da poche settimane, ma ieri è stata la Germania a riservare un dispiacere all’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. La corte regionale di Monaco ha infatti dichiarato «nulle» alcune delibere approvate dall’assemblea di Hvb nel 2006 nell’ambito del riassetto della presenza del gruppo nell’Est Europa per affidarne la supervisione a Bank Austria.
La decisione del magistrato Helmut Krenek è stata dovuta ad alcune «carenze formali» riscontrate durante l’assise, ma rappresenta comunque un punto a favore dei 48 piccoli soci dissenzienti di Hvb da tempo riuniti in una associazione per dare battaglia sia contro il passaggio di Bank Austria sotto il diretto controllo di Unicredit sia sul prezzo pattuito.
La superbanca si è affrettata a ribadire che la decisione del tribunale non influisce sul lavoro fatto e non riguarda l’aspetto economico della transazione (12,4 miliardi il controvalore). Tali rassicurazioni hanno però potuto mitigare solo in parte i timori di Piazza Affari, dove il titolo ha lasciato sul terreno il 2,75% a 4,91 euro (meno 5,2% il minimo della seduta). Una debacle solo in parte ammorbidita dalle vendite generalizzate sul comparto bancario (meno 1,5% lo stoxx del settore in Europa). Secondo Krenek, gli azionisti di Hvb non sarebbero stati sufficientemente informati sul contratto di matrimonio a suo tempo firmato con Unicredit: si tratta del cosiddetto business combination agreement, in cui erano stati dettagliati i pesi e le influenze tra le due spose. Da qui il vizio formale ravvisato dal magistrato tedesco che, oltre a lamentare l’insufficienza di alcune risposte ai soci sul valore di Bank Austria, ha sottolineato come l’assise avrebbe dovuto vagliare il documento.
Inevitabile, quindi, il riaccendersi della bagarre legale per Unicredit che prima ha sottolineato la congruità dei prezzi per le transazioni infragruppo anche rispetto ad alcune valutazioni esterne, poi ha detto di avere allo studio due possibili contromosse: avviare un ricorso in appello, tornare a chiedere il parere dei soci di Hvb così da sanare le carenze procedurali con una nuova delibera. La prima occasione per votare è il 14 maggio, quando l’assemblea di Hvb sarà chiamata ad approvare il bilancio.
Quanto invece al Banco di Sicilia, rinnovato il vertice di intesa con il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, prosegue il confronto di Unicredit con il fronte sindacale. In attesa di vedere il piano industriale, la presentazione potrebbe essere a inizio marzo, l’attenzione è puntata sulla vendita delle filiali, sul forte dimagrimento della direzione generale a Palermo e sulla ricollocazione della forza lavoro nelle controllate.