Unicredit-Hvb: stop alla fusione delle controllate in Croazia

da Milano

La Croazia vuole mettere un freno ai piani di espansione di Unicredit. La Banca nazionale croata (Hnb) non sembra infatti disposta a concedere il nullaosta per il progetto di fusione tra Zagrebacka Banka, controllata dall’istituto guidato da Alessandro Profumo, e Splitska Banka, di proprietà di HypoVereinsbank (HvB), gruppo con cui Unicredit ha deciso di fondersi nel giugno scorso.
Alla base del «no» da parte della banca centrale croata, che dovrà comunque discuterne nel consiglio in agenda a ottobre, la posizione dominante che assumerebbe la nuova entità bancaria una volta portato a termine il merger. «Considerando gli indicatori di concentrazione del mercato sul mercato bancario croato - ha spiegato il governatore Zeljko Rohatinski - , è difficile prevedere che Hnb possa permettere di fondere la controllata Zagrebacka Banka e Splitska Banka». Zagrebacka è attualmente la più importante banca del Paese adriatico, e secondo il governatore, dall’unione con Splitska nascerebbe un gruppo in grado di gestire il 35% dell’intero attivo bancario in Croazia, due volte l’attivo della seconda banca, la Privredna (Intesa-Bci), e tre volte superiore quello delle banche che si collocano dal terzo al sesto posto. In questo modo sarebbe violata la legge sulla libera competizione dato che il nuovo soggetto bancario si troverebbe in una posizione predominante sul mercato croato.
Come possibile soluzione, Rohatinski ha suggerito la vendita della Splitska, possibilmente a un gruppo straniero ancora non presente in Croazia perché, come ha spiegato, la Hnb non è favorevole a fusioni tra i sei maggiori istituti di credito croati. «Con questo inviamo un segnale a Unicredit - ha detto il governatore - affinché cerchi un compratore al gruppo delle principali banche croate».