Unicredit, i Maramotti all’1,9%

Ieri prima riunione del nuovo consiglio. Carlo Salvatori designato per la presidenza di BankAustria

da Milano

Carlo Salvatori e Alessandro Profumo entrano nel consiglio di amministrazione di BankAustria. Con i due manager italiani anche l'attuale amministratore delegato di Hvb, Wolfgang Sprissler. L’indicazione è arrivata dopo la prima riunione del cda di Unicredit allargato ad Hvb. Secondo l’agenzia Radiocor Salvatori, ex presidente del gruppo di piazza Cordusio e attuale vice presidente con deleghe speciali, verrà nominato presidente della controllata austriaca. Un quarto componente del consiglio verrà designato dal neo presidente Dieter Rampl e da Profumo. Il cda riunito ieri ha provveduto poi alle nomine di vertice che sono quelle attese. Il presidente sarà Rampl, già numero uno di Hvb, e come vice presidenti Gianfranco Gutty (con funzioni vicarie), Franco Bellei, Fabrizio Palenzona e Carlo Salvatori, confermando Alessandro Profumo come amministratore delegato.
Sempre ieri è si è saputo che la famiglia Maramotti, proprietaria di Max Mara, dopo la fusione di Unicredit con Hvb mantiene le posizioni nell'azionariato della banca di Piazza Cordusio con una quota dell'1,88% per un controvalore, ai prezzi attuali di borsa, di oltre un miliardo di euro. Tra i soci dell’istituto intanto spunta la neonata Perseo, la società costituita nel settembre scorso da Fondazione Crt (al 49%), Generali (24,60%), Aviva (16,50%) e Mediobanca (9,90%) per permettere alla Fondazione torinese di beneficiare entro fine anno dei vantaggi fiscali previsti dalla legge. Le informazioni risultano dal verbale - reso noto nei tratti essenziali da Radiocor - dell'ultima assemblea degli azionisti di dicembre che ha nominato il nuovo consiglio. La famiglia Maramotti segue da vicino i grandi soci già noti: Munich Re (4,818%), Fondazione Crt (4,743%), la Fondazione Cariverona (4,742%), Carimonte (4,296%) e il gruppo Allianz (2,982%). Il gruppo Aviva ha l'1,19% e la fondazione Cassamarca l'1,02%. Il gruppo Generali risulta in possesso dello 0,50% di cui circa la metà in capo a Generali Vita. Tra i grandi soci privati rimane il gruppo Italmobiliare con lo 0,70% (1,37% prima della fusione).
Intanto secondo la stampa polacca il governo di Varsavia vuole costringere Unicredit a vendere Bph alla banca olandese Rabobank ed evitare così la fusione con Pekao. A scriverlo è il giornale locale Rzeczpospolita in un articolo dal titolo «gli italiani pagheranno per i nostri errori». Il progetto, che rimane sul tavolo, è quello dell'ex ministro del tesoro, Andrzej Mikosz, uscito dal governo all'inizio di gennaio.
Rabobank è azionista di riferimento della compagnia di assicurazioni Eureko, alla quale Varsavia non vuole cedere il controllo di un'altra compagnia, la Pzu. Per un'altra testata locale, Gazeta Wyborcza, il progetto di Mikosz è sospeso dal governo, ma poiché è sostenuta dai leader del suo partito, potrebbe ripartire.