Unicredit incassa il primo ok Antitrust

da Milano

Primo via libera dell’Antitrust a Unicredit, sui paletti posti dopo la fusione con Capitalia per evitare i conflitti d’interesse in Mediobanca. Mentre è rimandata la valutazione sulla cessione dei 186 sportelli e sulla quota del 2% del capitale di Piazzetta Cuccia, ora posteggiata alla Barclays. Il collegio dell’Antitrust ha valutato positivamente la prima «relazione di ottemperanza» di Unicredit alle condizioni poste alla fusione con Capitalia relativamente agli aspetti della governance. Lo ha reso noto una fonte dell’Autorità di garanzia per la concorrenza e il mercato. «L’Antitrust invierà ad Unicredit una lettera che dà conto della valutazione effettuata - ha aggiunto la fonte - mentre rinvia a una valutazione definitiva per quel che concerne la questione degli sportelli, l’effettiva cessione della quota in Mediobanca e la completa attuazione di tutte le misure previste». La decisione del collegio è stata anticipata ieri mattina dal presidente dell’Authority, Antonio Catricalà, a margine di un convegno a Roma.
La relazione sulla governance «è arrivata e sarà discussa questo pomeriggio dal consiglio, e sembra soddisfacente», aveva spiegato Catricalà. «Per quel che riguarda i conflitti di interesse, sono previste regole generali di esclusione per evitare conflitti di ruolo e anche chinese wall per evitare lo scambio di informazioni». Catricalà aveva aggiunto che «per quel che riguarda la quota del 2% oggi di Mediobanca parcheggiata presso Barclays, o verrà venduta a soggetto compatibile o sarà ceduta sul mercato».
Come noto, dopo la fusione con Capitalia, l’Antitrust ha chiesto a Unicredit di eliminare i conflitti di interesse che si sono creati per gli amministratori di Unicredit che siedono nel cda di Mediobanca. Secondo indiscrezioni, per evitare i conflitti di interesse di Rampl, Pesenti e Palenzona sarebbe previsto che l’ordine del giorno utilizzi la formula degli «omissis» quando si tratterrà di materie sensibili. In questi casi i verbali del cda saranno firmati da uno dei vicepresidenti di Unicredit (il presidente è Rampl).
L’Authority ha anche detto di voler conoscere i nomi dei compratori finali della quota del 2% di Mediobanca messa in vendita da Piazza Cordusio, richiesta ma poi non ottenuta dalla Popolare di Vicenza, e quindi ceduta attraverso un equity swap con Barclays.
Oggi, intanto, i grandi banchieri italiani, insieme con il vertice Abi, saranno ricevuti da governatore Mario Draghi. Tra i temi sul tappeto anche quelle delle regole finale per la governance duale, attese soprattutto in Mediobanca.