Unicredit, niente bonus a Profumo e ai manager

Risultato al di sopra delle attese degli analisti finanziari: nel 2008 utile netto di 4 miliardi. Mandato del cda a Profumo per negoziare i bond con i governi in Italia e Austria. L'amministratore delegato: "Il 2009 sarà un anno duro"

Milano - "Buon avvio del 2009" per Unicredit "con un contributo positivo da parte di tutte le divisioni in gennaio e febbraio". Queste le indicazioni sull'andamento dei primi due mesi dell'anno nella documentazione preparata per la presentazione dei conti 2008 agli analisti a Londra da parte dell'amministratore delegato Alessandro Profumo. 

Utile netto 2008: 4,01 miliardi di euro Unicredit ha chiuso l'esercizio 2008 con un utile netto di 4,01 miliardi di euro, come previsto dal gruppo e al di sopra delle attese degli analisti finanziari ferme a 3,77 miliardi. Il coefficiente di patrimonializzazione Core Tier 1 pro-forma (il valore che indica lo stato di salute patrimoniale di un istituto in base alla liquidità disponibile) è pari al 6,5% per i 3 miliardi di aumento di capitale, mentre il risultato della gestione è sceso da 13,34 miliardi a 10,17 miliardi. In calo anche il margine di intermediazione, sceso da 29,5 a 26,86 miliardi, a causa degli effetti della crisi finanziaria, che hanno portato il risultato netto di intermediazione, copertura e fair value a una perdita di 1,98 miliardi a fronte dell'utile di 1,28 miliardi nel 2007.

Nessun bond ai manager Il consiglio di amministrazione di Unicredit ha previsto di non distribuire alcun bonus relativo alla performance 2008 per l'ad, per i deputy ceo e per tutti i componenti del management commitee.

Mandato per negoaziare bond con i governi Il consiglio di amministrazione di Unicredit ha dato mandato all'amministratore delegato Alessandro Profumo di "negoziare strumenti di capitale governativi per il sostegno all'economia". E' quanto si legge in una nota diffusa dal gruppo di Piazza Cordusio all'indomani della riunione del consiglio.

Profumo: 2009 anno duro "Finora tutto bene ma il 2009 sarà un anno duro". Con queste parole, secondo quanto emerge dalle slides di Unicredit, l'amministratore delegato Alessandro Profumo, descrive l'anno in corso nella presentazione alla comunità finanziaria, appena cominciata a Londra. Fra gli aspetti confortanti Profumo cita "la forza della rete di sportelli del gruppo, elemento chiave in un anno difficile", "la posizione patrimoniale, già migliorata in modo significativo" e che "può essere rafforzata con l'emissione di 'bond governativi'", "il solido contributo" dei Paesi del Centro ed Est Europa ai risultati del gruppo nei primi mesi dell'anno", "i ricavi da negoziazione positivi in gennaio e febbraio". Infine "la convinta azione sui conti con 3.300 uscite di dipendenti a febbraio".

"Aiuti per allinearci con le altre banche" "Siamo pienamente convinti di poter attraversare il ciclo economico con il nostro capitale ma abbiamo dovuto considerare anche l'arena competitiva" caratterizzata da banche europee "che usano gli stessi strumenti". Così Profumo ha spiegato la scelta di ricorrere agli aiuti di Stato fino a 4 miliardi di euro in Italia e in Austria. Spiegato anche "il mercato si aspettava un cuscinetto di liquidità, per questo abbiamo deciso di fare richiesta" per gli aiuti di Stato. L'impatto della crisi finanziaria sul quarto trimestre del 2008 di Unicredit è stato di 2,12 miliardi di euro di utile pre-tasse.

Deterioramento per mutui e pmi "Stiamo vedendo un deterioramento della qualità degli asset, specialmente nell'area dei mutui, in linea" con i precedenti trimestri, "e nel settore 'corporate', specialmente nelle piccole imprese in Italia", ha poi aggiunti l'ad. Nell'area dell'Europa Centrale e dell'Est "il più significativo deterioramento" si registra in Ucraina e in Russia.