Da Unicredit più soldi per Bank of Austria

da Milano

Unicredit continua con sicurezza a scoprire le sue carte nella conquista del colosso bavarese Hvb. E ieri ha formalizzato la sua offerta per Bank Austria Creditanstalt. Anzi, le sue offerte, visto che gli azionisti dell’istituto austriaco potranno scegliere se avere 19,92 azioni Unicredit di nuova emissione per ogni azione in loro possesso, oppure scegliere la via dei contanti e consegnare le proprie azioni in cambio di 79,60 euro. Un doppio binario, quindi, quello che Piazza Cordusio ha scelto, per poter tentare di trattenere quanti più azionisti possibili dell’attuale istituto mitteleuropeo. Un tentativo dimostrato anche dall’innalzamento del prezzo dell’offerta. Troppo importanti nell’area gli sportelli della banca alpina. Al punto che se all’inizio, secondo quanto annunciato il 12 giugno scorso, Unicredit valutava infatti ogni azione di Bank Austria 70,04 euro, ora si è passati a 79,60. Oltre il 10% in più di valorizzazione, scaturito dalle intese intercorse con l’Atc, la commissione austriaca per le Offerte pubbliche di acquisto.
E mentre lunedì, come da programma, sarà presentato all’Autorità tedesca di vigilanza sui servizi finanziari (la Bafin, in pratica la Consob teutonica), entrambi i documenti di offerta (per Hvb e per Bank Austria) se tutto andrà bene saranno pubblicati il 26 agosto prossimo.
Una mossa importante quella di ieri per Piazza Cordusio, dal momento che c’è il rischio che la gran parte dei soci di Bank Austria pretenda il cash. Perciò, probabilmente, Unicredit ha voluto prima incassare almeno il sì all’adesione per Ahv del principale azionista della banca tedesca, il colosso riassicurativo Munich Re che avrà nel nuovo istituto che nascerà il 6,3%. Senza escludere, peraltro, tutte le possibili sinergie in terra germanica.
L’offerta di Unicredit «apre opportunità - ha detto il ceo Nikolaus von Bomhard - di un ulteriore miglioramento nella struttura del portafoglio di investimenti». Ciò anche se, ha aggiunto, non ci sono al momento trattative tra Munich Re e Unicredit per possibili cooperazioni. Il 6,3%, comunque, è ritenuto «strategico».