Unicredit, pieno successo dell’Opa su Hvb

Profumo: «Saremo una banca locale in ognuno dei 19 Paesi in cui siamo presenti»

Angelo Allegri

da Milano

Successo pieno per l’Opa di Unicredit sulla tedesca Hvb: le adesioni raccolte hanno raggiunto l’88,14% del capitale, ben al di sopra della soglia minima fissata al 65%. «È un risultato che va oltre le nostre aspettative», ha commentato il numero uno della banca tedesca Dieter Rampl, destinato a diventare presidente del nuovo supergruppo. Le sottoscrizioni all’offerta di scambio potrebbero tra l’altro aumentare ancora. In base alla legge tedesca gli azionisti di Hvb hanno tempo altre due settimane (esattamente fino all’11 novembre) per accettare la proposta di Unicredit. Anche se l’istituto italiano dovesse raggiungere il 95%, soglia prevista dalle norme in vigore, non è previsto il cosiddetto squeeze out, il ritiro forzato dai titoli ancora in circolazione con annesso addio al listino. «Gli azionisti che non hanno accettato il concambio resteranno come soci di minoranza di Unicredit», ha detto Alessandro Profumo.
Lo stesso Profumo, impegnato ieri a Monaco di Baviera in un Forum europeo organizzato dalla stessa Hvb, in una conferenza stampa tenuta insieme a Rampl ha, come ovvio, salutato con soddisfazione i dati sull’Opa: «La nuova entità non sarà la semplice somma di una banca italiana e di una banca tedesca, ma l’adesione a un modello che va oltre i confini nazionali. Saremo una banca locale in ognuno dei 19 Paesi in cui siamo presenti. Non solo: l’unione tra Unicredit e Hvb, ha detto Profumo, «è in grado di avere un profondo impatto sulla logica delle fusioni transnazionali e di favorire un nuovo avvio del processo di concentrazione in Europa».
A rovinare la festa dei vertici di Unicredit e Hvb non è bastata nemmeno la decisione, peraltro annunciata, di due agenzie di rating, Standard & Poor’s e Fitch, che hanno abbassato il rating alla banca italiana. Secondo Fitch (che ha migliorato il giudizio su Hvb) l’abbassamento del voto da AA- a A+ riflette i rischi legati all’integrazione delle due banche e al fatto che il nuovo gruppo avrà parametri patrimoniali più bassi che oggi: il core tier 1 sarà intorno al 5% e il total capital ratio al 10%.
Da parte sua Profumo ha ribadito di avere fiducia nella capacità di rafforzamento del gruppo, confermando gli obiettivi indicati nel piano finanziario con un Tier 1 del 6,4% a fine 2006 e 0,56 euro di utile per azione a fine 2007.
Ora le ultime scadenze prima della fusione dei due gruppi prevedono un consiglio di amministrazione di Unicredit che il 10 novembre convocherà l’assemblea straordinaria in calendario il 16 dicembre. In questa sede il consiglio di amministrazione si presenterà dimissionario e verrà eletto il nuovo board, con Profumo amministratore delegato, Rampl presidente, 24 componenti in tutto di cui otto tedeschi.