Unicredit, Profumo: "Crisi senza precedenti"

L'istituto rivede
al ribasso le stime di utili per il 2008 e vara un
pacchetto di misure di rafforzamento patrimoniale per 6,6
miliardi. L'ad: "Sottovalutate le condizioni del
mercato". Nel terzo trimestre svalutazioni da 700 milioni su portafoglio Abs e obbligazioni
bancarie

Milano - Termina con l’annuncio della revisione al ribasso delle stime di utili per il 2008 e il varo di un pacchetto di misure di rafforzamento patrimoniale per 6,6 miliardi complessivi, comprensivo di un aumento di capitale già sostanzialmente garantito, la settimana più difficile della storia di UniCredit e del suo amministratore delegato Alessandro Profumo. Ora l’appuntamento è con il giudizio del mercato. Ma per Profumo l'allarme non è passato: "Le turbolenze sui mercati viste in queste settimane non hanno precedenti nella storia dal crack del '29".

La mossa di Unicredit "Nell’ultimo mese ci sono stati dei cambiamenti significativi della situazione per il comparto bancario, che era già difficile - ha spiegato Profumo - il risultato è stato un maggior bisogno di liquidità per il sistema bancario". Grazie alle iniziative varate, al controllo dei costi e all’esecuzione di altre operazioni straordinarie in atto o già programmate l’istituto stima di raggiungere un livello di Core Tier1 al 6,7% per fine anno rispetto al 6,2% indicato in precedenza. Secondo Profumo, infatti, c’è stato "un evidente deterioramento" dello scenario macro-economico: "Si è vista una mancanza di fiducia tra gli operatori finanziari senza precedenti e il ritorno alla normalità sul mercato dei capitali probabilmente richiederà più di quanto atteso". Dal lungo cda straordinario domenicale tenutosi a Milano è emersa innanzitutto una nuova stima di utile netto per il 2008, ridotta a 5,2 miliardi, con il conseguente "taglio" del target di utile per azione (Eps) dal precedente 0,52% a 0,39%. Motivo della riduzione: le "deteriorate condizioni di mercato che hanno compromesso la performance delle relative attività e dal ritardo di dismissione di asset da parte di UniCredit". Le scorse tre settimane, si legge nella nota diffusa in tarda serata, sono state "estremamente difficoltose per l’intero sistema finanziario generando una volatilità senza precedenti e pressioni che hanno colpito anche il titolo UniCredit".

Rafforzata la base patrimoniale È alla luce di questo contesto che è stato deciso il rafforzamento della base patrimoniale. Le azioni di rafforzamento del capitale includono il pagamento del divedendo relativo al 2008 in nuove azioni per un totale atteso di 3,6 miliardi di euro e un aumento di capitale da circa 3 miliardi già sostanzialmente garantito attraverso il collocamento di strumenti convertibili (cashes) per pari importo complessivo presso un gruppo di investitori istituzionali. L’ammontare finale dell’emissione di questi strumenti "dipenderà dalla quota non sottoscritta di un aumento di capitale destinato a tutti gli azionisti". All’assemblea che verrà convocata in novembre sarà quindi proposto un aumento di capitale per 973 milioni di nuove azioni ordinarie al prezzo di 3,083 euro ciascuna, che comprende un sovrapprezzo di 2,583 euro. Il volume dei cashes emessi sarà "ridotto pro-rata in relazione ai diritti di sottoscrizione esercitati dagli azionisti". Insomma l’aumento di capitale ventilato dal mercato negli scorsi giorni e più volte negato dalla banca e da Profumo alla fine c’è. Ma, come si evince dal comunicato, di fatto è già "blindato", garantito da questi strumenti sostanzialmente già ’prenotatì dai maggiori soci e da investitori istituzionali.

Il target per il futuro Secondo l’amministratore delegato di Unicredit, è di fatto "impossibile prevedere se l’utile per azione diluito al 2010" sarà in linea con i target. "È difficile dire se ci sarà un’ulteriore deterioramento della situazione o i mercati si riprenderanno - ha aggiunto Profumo - è impossibile dire che l’utile per azione sarà confermato". Poi, ha aggiunto: "La perfezione non è di questo mondo, continueremo a lavorare sul nostro posizionamento strategico". La focalizzazione, ha spiegato l'ad di Unicredit, sarà infatti sulla capacità di creare valore della rete. "Qui analizzeremo tutti i business - ha spiegato Profumo - e quanto più risulteranno vicini alla nostra base clienti, tanto più saranno ritenuti core". Quelli meno vicini alla base clienti "verranno valutati in base alla capacità di creare valore".

La svalutazione del terzo trimestre Le ulteriori svalutazioni sul portafoglio di Asset backed securities (Abs) e di obbligazioni bancarie che Unicredit operererà nel terzo trimestre 2008 ammontano a "circa 700 milioni di euro". Second Profumo, si tratta di 500 milioni di euro per le Abs e di 200 milioni per le obbligazioni bancarie. "È una cifra in linea con quello che vi avevamo sempre detto - ha spiegato l'ad dell'istituto di piazza Cordusio - nel portafoglio Abs avevamo spiegato che erano prevedibili rischi per 5,5 milioni per ogni punto base di deterioramento del mercato. Dal momento che non abbiamo alcun hedging su quei titoli, è in linea con l’allargarsi dello spread sul mercato". L’inizio del deterioramento del valore di Abs e bond, ha continuato Profumo, è stato "il 12-13 settembre. Il peggioramento si è concentrato negli ultimi quindici giorni di settembre: è stata una cosa che davvero è accaduta dopo il caso Lehman Brothers". La scelta di non ridurre il rischio legato a quei titoli utilizzando derivati, ha spiegato Profumo, è stata consapevole e deliberata: "Per noi - ha detto - non ci sono sorprese, perchè abbiamo scelto la strategia di non avere alcun hedging. Nel secondo trimestre le compagnie che hanno 'hedgiato' il portafoglio hanno perso un sacco di soldi. Non è una sorpresa - ha concluso - ma una questione di deterioramento del mercato".

Profumo e i manager acquistano azioni  L’ad di Unicredit Alessandro Profumo ha acquistato 150.000 azioni del gruppo da lui guidato ad un prezzo unitario di compreso tra 2,75 e 2,76 euro, per un controvalore complessivo di 414.038 euro. L’operazione - secondo quanto si apprende dagli aggiornamenti sui movimenti di Borsa eseguiti da persone che svolgono attività rilevanti nelle società quotate - è avvenuta in tre frazioni in data odierna e corrisponde a poco più dello 0,001% del capitale di Piazza Cordusio. Operazione analoga anche da parte dei manager Roberto Nicastro e Sergio Pietro Ermotti, che hanno rilevato che ha rilevato 75.000 azioni per un controvalore 297.750 euro ciascuno.

"Partecipazione in Mediobanca strategica" La partecipazione di UniCredit in Mediobanca "è nel portafoglio strategico del gruppo". A dirlo è l’amministratore delegato dell’istituto di piazza Cordusio, Alessandro Profumo, in una intervista a Bloomberg television. UniCredit conta di mantenere così attraverso la sua quota dell’8,7% in Mediobanca una partecipazione indiretta in Generali. Invece per quanto riguarda la quota in Atlantia, pari al 3,3% del capitale, Profumo durante l’intervista ha parlato di una partecipazione "non strategica" e che potrebbe quindi essere tra gli asset da dismettere.