Unicredit, pronto il riassetto delle banche retail

da Milano

Sarà operativo dal primo ottobre il nuovo assetto organizzativo delle banche retail di Unicredit (Unicredit banca, Unicredit Banca di Roma e Banco di Sicilia), una tappa che, annuncia una nota del gruppo, è cruciale sul percorso di integrazione tra Unicredit e Capitalia. Dopo l’unificazione di prodotti e servizi e della piattaforma informatica, nasce una nuova struttura retail (banca commerciale) che riunirà sotto un’unica gestione i dipendenti Unicredit e quelli della ex-Capitalia.
La nuova divisione retail di Unicredit si articolerà in Unicredit banca con la direzione generale a Bologna e 10 direzioni commerciali che coordineranno 2.563 agenzie; Unicredit Banca di Roma con direzione generale a Roma, 7 direzioni commerciali che coordineranno 1.533 agenzie e Banco di Sicilia con direzione generale a Palermo e 3 direzioni commerciali che coordineranno 435 agenzie. Dal primo novembre, spiega ancora la nota, le tre banche diventeranno l’espressione del retail Unicredit sui territori: Unicredit banca diventerà l’unica banca retail del gruppo a operare nel nord Italia, includendo così tutte le filiali Banca Roma e Banco Sicilia presenti nel territorio.
Lo stesso avverrà per Banca di Roma al centro-sud e per Banco di Sicilia in Sicilia. La riorganizzazione è finalizzata ad ottimizzare la presenza della banca nelle diverse realtà geografiche e a favorirne un governo commerciale ancora più agile e capillare. «Le tre banche retail di Unicredit - sottolinea Gabriele Piccini, responsabile divisione retail Italia di Unicredit - vogliono essere ancora più vicine al territorio. Il nuovo modello organizzativo, infatti, vede aumentare il numero dei presidi territoriali in tutta Italia, con 20 direzioni commerciali, 275 direzioni di territorio, 4.531 agenzia, 264 centri piccole imprese e 151 centri sviluppo». E in vista del nuovo assetto, i vertici di UniCredit illustreranno domani a consiglieri di amministrazione e sindaci delle banche e delle società del gruppo, i dettagli del piano industriale presentato a fine giugno a Vienna.
Intanto la Corte di appello di Monaco di Baviera ha dichiarato legittima l’iscrizione nel registro commerciale dello «squeeze-out» (esproprio) degli azionisti di minoranza della tedesca Hvb, controllata al 95% da Unicredit.