Unicredit, Rampl avvia le consultazioni per il nuovo consiglio

Il presidente Dieter Rampl avvia il cantiere da cui uscirà il nuovo consiglio di amministrazione di Unicredit. Ieri mattina in Piazza Cordusio c’è stato un summit allargato tra le grandi fondazioni azioniste e alcuni soci esteri, obiettivo preparare il rinnovo del board all’assemblea di aprile, calibrando la nuova governance della banca sui mutati equilibri del libro soci frutto dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi che si chiuderà venerdì: ieri il titolo ha chiuso in progresso del 2,5%.
Il confronto, volto a dare a Piazza Cordusio il miglior assetto di vertice possibile anche dal punto di vista del numero e della composizione dei comitati interni, è solo all’inizio ma le Fondazioni avrebbero anche messo sotto esame la seconda linea manageriale a diretto contatto con l’ad Federico Ghizzoni, la cui conferma sembra sicura. Continua, intanto, la manovra per trovare un contrappeso italiano alla silente scalata nel capitale dei Paesi del Golfo Persico: il fondo sovrano di Abu Dhabi, Aabar, ha precisato di avere una partecipazione potenziale pari al 6,05% che si diluirà sotto la soglia rilevante del 5% al termine dell’aumento; mentre è Capital Research è salito dal 2,5 al 5,4 per cento. Dal «pentolone» dall’aumento di capitale, dovrebbe spuntare il fondatore della Tod’s, Diego Della Valle, mentre sono invece finora più i no che i sì quelli arrivati da altri imprenditori all’invito a diventare soci di Piazza Cordusio. L’imprenditore marchigiano, già grande socio di Rcs e di Mediobanca, avrebbe sottoscritto una quota vicina al 2% di Piazza Cordusio. Mancano conferme, ma certo una tale partecipazione, che post aumento vale 400 milioni, pare impegnativa anche per mister Tod’s. Quanto al board, la banca dovrà anche adeguarsi alla nuova normativa sulle quote rosa.
Nel frattempo l’esito dell’aumento sarà sul tavolo nel consiglio di martedì 31 gennaio. Per il resto i contatti per ampliare la platea dei soci privati italiani non hanno raccolto grandi risultati. Il numero uno di Geox Mario Moretti Polegato ha deciso di non entrare nel capitale dell’istituto e sulla stessa linea risulta essersi mossa la famiglia Marcegaglia. Tiepidi anche i Malacalza, mentre De Agostini ha declinato l’invito a rafforzarsi limitandosi a sottoscrivere i diritti collegati ai cashes da 100 milioni di euro già in portafoglio. Il gruppo di Novara, ha sottoscritto 6,5 milioni di nuove azioni, pari allo 0,17% del totale, con un esborso di 12,5 milioni di euro: si tratta di una quota pari allo 0,11% del capitale della banca. Farà invece la sua parte Leonardo Del Vecchio, presidente di Luxottica, già azionista con lo 0,5%: l’imprenditore sta valutando se arrotondare la partecipazione. In attesa della chiusura dell’operazione, dal consorzio di garanzia trapela dal consorzio di garanzia un’ottima accoglienza nel retail con un tutto esaurito nelle reti Unicredit e Bnl e un 80% di adesioni in Intesa Sanpaolo.