Unicredit riunisce i comitati. Si decide sul futuro di Rampl

<span class="subtitle">Sul tavolo anche la scalata dei soci libici e la valorizzazione di Pioneer.
Sale il titolo in Borsa (+2,4%)<br />
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Archiviato il passaggio tecnico alla Banca Unica, Unicredit guar­da ora ai conti. E, proprio in previ­sione del cda del 9 novembre che licenzierà il terzo trimestre, oggi si riuniscono nel pomeriggio i comi­tati strategico, governance e remu­nerazione. Secondo alcune voci, l’occasione potrebbe diventare im­portante per capire se l’ipotesi di dimissioni del presidente Dieter Rampl siano o meno concrete. Per Piazza Cordusio (i cui titoli sono risaliti in Borsa del 2,38%) re­stano sul tavolo una serie di temi ancora irrisolti. Primo tra tutti, do­po il rimpasto nell’assetto di verti­ce con la nomina di Roberto Nica­stro a direttore generale e di Paolo Fiorentino a coo, l’amministrato­re delegato, Federico Ghizzoni, è chiamato a trovare il successore di Sergio Ermotti al corporate & inve­stment banking. Una scelta non fa­cile, ma che dovrebbe avvenire in tempi brevi. Nel toto-nomine si è già parlato di Theodor Weimer, nu­mero uno di Unicredit in Germa­nia. Al momento, però, quel che è certo è che un nome (italiano o straniero) ancora non c’è. Altra questione ancora insoluta è la valorizzazione di Pioneer. Ne­gli scorsi mesi si sono mostrati inte­ressati alla controllata nel rispar­mio gestito di Unicredit alcune grandi banche e assicurazioni francesi, e in particolare Bnp Pari­bas, Amundi (piattaforma di ri­sparmio gestito detenuta in part­nership da Credit Agricole e Soc­gen) e Natixis. Sul tappeto resta sempre poi il caso del peso libico nell’azionariato, con il governato­re della Central Bank Of Lybia, Farhat Omar Bengdara che, anche recentemente, ha sottolineato che non esiste alcun asse arabo con gli altri soci di Tripoli della Lia nè, tan­tomeno, con il fondo di Abu Dhabi Aabar. Quanto, invece, alla trime­strale che sarà diffusa la mattina del 10 novembre, seguita dalla con­ference call di Ghizzoni, la stima di 22 analisti pubblicata sul sito del gruppo indica un utile di 391 milioni, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre, per l’intero 2010, le previsioni indicano un risultato netto di 1.531 milioni.