Unicredit "soffia" l’Ucraina a Intesa

Il gruppo rileva Ukrsotsbank per 1,5 miliardi. I piani nel risparmio
gestito: nuove acquisizioni e l’ipotesi quotazione per Pioneer. Profumo:"Il prezzo offerto è giusto. Fusioni finite, ma guardiamo ancora verso Est"

da Milano

Come nel calcio mercato, anche nel credito capita che ci si strappino le banche europee di mano. È successo in Ucraina, ma il derby è stato tutto italiano, tra Unicredit e Intesa Sanpaolo. Vinto dalla prima: per Ukrsotsbank, quarta banca del Paese per depositi, il gruppo guidato da Alessandro Profumo ha offerto 1,5 miliardi di euro per il 95%, e se l’è aggiudicata. Mentre pochi mesi fa Intesa si era ritirata dalla trattativa dopo avere offerto 1,1 miliardi per l’89%.
La conferma dell’operazione l’ha data lo stesso Profumo ieri a Milano, in occasione, non a caso, della giornata dedicata alle strategie del gruppo nell’Europa Centro-Orientale. Zona dove Profumo ha realizzato nel 2006 un terzo dei ricavi consolidati, e dove ieri Profumo ha annunciato l’apertura di 800 nuovi sportelli in tre anni.
Una giornata d’incontro con analisti e investitori che si è trasformata anche in una opportunità per fare «il punto» in vista della prossima fusione con Capitalia, il cui piano industriale, è stato confermato, arriverà a inizio 2008. Tra i tanti progetti spicca quello di essere uno dei protagonisti mondiali nell’asset management, il settore guidato da Dario Frigerio. Anche grazie alla grande potenzialità del risparmio gestito proprio nell’Est Europa. Per questo Profumo ha parlato di possibili acquisizioni nel comparto del risparmio gestito, settore dove è importante «l’economia di scala». Oltre a non escludere di quotare la controllata Pioneer, ma solo se questo sarà necessario per la crescita. Il gruppo punta ad aumentare a fine 2010 gli asset gestiti a 25,5 miliardi rispetto agli attuali 14,5 miliardi.
Sulla fusione con Capitalia Profumo ha detto di essere ottimista sulle sinergie lorde da 1,2 miliardi, e ha definito «non aggressivo» il piano di esuberi. Lunedì si terrà il primo confronto e, secondo fonti sindacali, gli addetti interessati dovrebbero essere nell’ordine delle 5mila unità, tutti su base volontaria.
Le acquisizioni, per ora, si fermeranno qui. «Adesso abbiamo finito», ha detto l’ad del gruppo, lasciando aperta solo la possibilità di effettuare piccole e mirate operazioni. E «al momento guardiamo solo ad Est». Mentre il prezzo fissato per l’acquisizione di Ukrsotsbank, secondo Profumo, è congruo, nonostante sia più alto di quello offerto da Intesa. Profumo ha spiegato che il prezzo non può essere paragonato con precedenti offerte perché in quell’area ci sono banche che crescono a ritmi tali che è impossibile fare un paragone con la situazione di anni fa.
Sul fronte dei risultati l’ad ha poi affermato che quest’anno conta di battere il target di «Eps», mentre sono confermati i target di Eps e core Tier1 per il 2008. Quest’ultimo in particolare, fissato al 6,8%, è raggiungibile anche «senza iniezioni di capitale». Infine nell’investment banking (settore guidato da Sergio Ermotti), il gruppo è «sulla strada giusta» per il raggiungimento dei target al 2008, che vedono ricavi per 4 miliardi e un’utile pre tasse di oltre 2 miliardi.