Unicredit «stringe» per l’offerta sulla polacca Bph

Profumo a Varsavia per gli ultimi colloqui con le autorità di vigilanza

da Milano

Per sbloccare l’Opa polacca scende in campo Alessandro Profumo. Il numero uno di Unicredit era ieri a Varsavia per un incontro con le autorità di vigilanza di Borsa e del settore bancario. Oggetto dei colloqui l’offerta pubblica che l’istituto italiano dovrà lanciare sulla banca Bph, controllata da Bank Austria, il cui capitale è al 77% circa della tedesca Hvb. Nei giorni scorsi le autorità di vigilanza tedesche e austriache avevano dato il loro via libera alle offerte pubbliche sui due istituti di Monaco e Vienna. Per completare il disegno degli uomini di Profumo manca ora solo l’ok per Bph. Quest’ultima banca in un secondo tempo dovrebbe essere fusa con Pekao, l’istituto con sede a Varsavia già controllato da Piazza Cordusio. Il nuovo supergruppo polacco sarebbe il più grande di tutto l’Est Europeo per attivo di bilancio.
Intanto ieri Profumo ha incassato il via libera del consiglio che riunisce i sindacati di Hvb. Le 700 pagine di prospetto relativo all’Opa su Hvb, hanno detto ieri i rappresentanti dei lavoratori, rispecchiano le garanzie offerte da Profumo e dal numero uno tedesco Dieter Rampl all’annuncio della fusione nel giugno scorso. «Hvb non sarà spezzettato e le attività tedesche avranno un ruolo importante nel futuro del gruppo», hanno detto i sindacati in una dichiarazione ufficiale. «Visti i fallimenti manageriali del passato», prosegue il documento. «La fusione con Unicredit è la miglior soluzione per clienti e impiegati di Hvb e dunque per mantenere i più alti livelli occupazionali possibili».
Nel prospetto Unicredit confermava di voler mantenere quotata la banca tedesca, riservandosi, però, di riorganizzarla in cinque società separate. La banca italiana si è anche riservata la possibilità di vendere alcune aree di attività del gruppo tedesco.
Ieri Unicredit ha lanciato sul mercato un bond che ha raccolto adesioni per 1,8 miliardi di euro. Il titolo offerto è a tasso variabile e della durata di 7 anni. Non si tratta però del bond in programma per finanziare l’acquisizione tedesca. Quest’ultimo dovrebbe essere emesso entro l’anno e dovrebbe essere del tipo cosiddetto Tier 1 (ai fini patrimoniali dovrebbe cioè essere considerato equivalente a capitale azionario). Si parla di un ammontare tra i 500 e gli 800 milioni.