Unicredit, su Bph trattative a oltranza

Negoziato nella notte con il governo polacco. Oggi la riunione della Commissione di supervisione bancaria

da Milano

Trattative a oltranza a Varsavia fra Unicredit e il governo polacco per arrivare a un compromesso su Bph, la banca destinata, nei programmi del gruppo italiano, a essere fusa con Pekao.
Il quinto degli incontri tecnici previsti fra la delegazione di Unicredit guidata da Marina Natale, responsabile fusioni e acquisizioni del gruppo, e i rappresentanti del ministero del Tesoro polacco è cominciato nel pomeriggio ed è proseguito fino a notte inoltrata. L'obiettivo era quello di trovare un'intesa di massima prima della riunione Commissione di vigilanza (Knb) della Banca centrale polacca (Nbp), in agenda questa mattina alle 10. Dalla seduta della Commissione è attesa l'autorizzazione, ad Unicredit, all'esercizio dei diritti di voto su Bph, istituto che la banca italiana si è trovata in dote dopo l'aggregazione con la tedesca Hvb. Intanto la Commissione europea ha confermato che la Commissione europea prenderà una decisione sul comportamento della Polonia nella vicenda Unicredit entro qualche settimana. A confermarlo è stato Jonathan Todd, portavoce della commissaria europea alla Concorrenza, Neelie Kroes. «Ieri (l’altro ieri per chi legge, ndr) abbiamo ricevuto la lettera dal governo polacco - ha confermato il portavoce in mattinata -. L'analizzeremo attentamente e decideremo al più presto».
Lunedì il numero uno di Unicredit Alessandro Profumo si era espresso con chiarezza sulla posizione della banca italiana: «Ci aspettiamo che la riunione del 5 aprile assicuri una decisione sulla nostra richiesta di avere i diritti di voto per Bph. Non capiremmo eventuali ulteriori ritardi». Al contrario nei giorni scorsi il premier Marcienkiewicz aveva ribadito un atteggiamento di chiusura: «sarebbe meglio se Unicredit vendesse Bph», aveva detto.
Per quanto riguarda eventuali ipotesi di compromesso si era parlato di una disponibilità di Piazza Cordusio a vendere il marchio Bph e alcuni sportelli. Gli italiani sarebbero anche stati pronti a ridurre il numero degli esuberi legati al piano di fusione tra Pekao e Bph.