Unicredit, utile a 447 milioni Anche Generali torna in attivo

Trimestrali sopra le attese per Unicredit e Generali ma al mercato non basta. Le due big di Piazza Affari, nonostante abbiano passato la prova dei conti, ieri sono state colpite dalle vendite in una Borsa che, dopo un lungo periodo di recupero, ha corretto. In particolare, Piazza Affari ha chiuso in calo del 4,7%, Unicredit ha ceduto il 7,6% a 1,94 euro e Generali il 4,5% a 16,16 euro (-7,11% lo stoxx del settore assicurativo). Quanto ai conti Piazza Cordusio ha chiuso il primo trimestre con un utile netto consolidato di 447 milioni, più che dimezzato rispetto al risultato registrato un anno fa ma in linea con le attese degli analisti che ne hanno apprezzato la qualità. «Un bilancio all’insegna della prudenza, depresso da importanti rettifiche», spiega un analista. Unicredit ha svalutato attività per 1,65 miliardi di euro, ripristinando la qualità del proprio portafoglio. Buone indicazioni anche sulla solidità patrimoniale, il core Tier I del gruppo si è attestato al 6,3% che «potrà salire oltre il 7% con il ricorso ai bond governativi», ha spiegato l’amministratore delegato Alessandro Profumo, durante la presentazione dei risultati. L’ad ha chiarito che su quattro miliardi di obbligazioni il 50% potrebbe venire chiesto in Austria e il resto in Italia, dando il via dopo l’estate ai Tremonti-bond. Quanto ai timori per la stabilità delle economie in Est Europa, «la qualità degli asset in Polonia è buona», ha precisato Profumo. Parte delle rettifiche nette sono legate soprattutto alle attività in Kazakhistan, Russia e Repubblica Ceca.
Nonostante i buoni risultati Profumo non si è sbilanciato sull’andamento dell’economia e ha rimandato al cda ogni decisione sui dividendi.
Incerto anche lo scenario economico tracciato da Antoine Bernheim. Durante la presentazione dei conti, il presidente delle Generali ha detto che «in un contesto in cui è difficile prevedere gli esiti della congiuntura l’andamento della raccolta e della redditività sono incoraggianti». Il Leone di Trieste ha archiviato il trimestre con premi in crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo 2008 a 18,4 miliardi, sostenuti dal buon andamento del settore danni cresciuto del 3,4% che ha più che compensato il calo dell’1,4% registrato nel Vita.
«Un risultato in miglioramento rispetto a un anno fa quando la situazione macro-economica era certamente migliore», commenta un analista. La trimestrale ha battuto le attese del mercato con un utile netto a 103 milioni contro i 49 stimati da Equita Sim e gli 88 di Merrill Lynch.
Come per Unicredit anche per Generali i conti sono all’insegna della prudenza. Il Leone ha svalutato poste per 1,5 miliardi di euro confermando l’indice solvency I (usato per misurare la solvibilità della compagnia) al 123% in linea con il trimestre precedente. Ma se Generali avesse chiuso ieri la trimestrale, avrebbero registrato, grazie alla ripresa dei mercati, un profitto di «400-450 milioni», ha precisato il direttore generale Raffaele Agrusti. E buone notizie dovrebbero arrivare anche dalla cessione di Intesa Vita, la joint venture nella bancassurance con Intesa, da cui Generali si aspetta di ricavare 700 milioni di euro.