Unicredit: utili sotto le stime, il titolo -4%

Il peso dei problemi della divisione investment banking In aumento le sinergie

da Milano

La leadership di John Mack alla guida di Morgan Stanley è insidiata da un gruppo di attivisti dei fondi d’investimento, che fanno capo a CtW Group e che spingono a votare contro la sua conferma ad amministratore delegato della società il prossimo 8 aprile.
CtW, riferisce il Financial Times, accusa l’ad e i direttori Robert Kiddler e Howard Davies di «rischio di fallimento del management» per aver speso 9,4 miliardi di dollari in relazione ai mutui subprime. Il gruppo sostiene che Mack non dovrebbe ricoprire il doppio incarico di presidente e ad e chiede a Morgan Stanley di eleggere un diverso presidente per fornire un controllo indipendente sulle sue strategie di indebitamento e rischio.
Ma Morgan Stanley non demorde e con un comunicato ha fatto sapere di aver già adottato «un’azione forte in risposta all’ultima caduta relativa ai mutui». Gli «interessi degli azionisti di Morgan Stanley - ha continuato - sono tutelati meglio grazie alla forte leadership di John Mack e dal ruolo di Bob Kidder e Howard Davies come direttori indipendenti», si legge nel comunicato della banca.
I fondi affiliati a CtW possiedono circa lo 0,5% delle azioni di Morgan Stanley ed è improbabile che ottengano un sostegno tale da riuscire a spodestare Mack alla prossima assemblea annuale degli azionisti. In ogni caso, tra i possibili successori in discussione a Wall Street si fa il nome di Robert Steel, ex dirigente di Goldman Sachs, viceministro della finanza al Dipartimento del tesoro americano, e quello di Brady Dougan, ad di Crédit Suisse.