Unicredit, Varsavia denuncia l’Ue

Presentato ricorso alla Corte di giustizia europea contro il via libera all’acquisto della tedesca Hvb

da Milano

«Sono convinta che un compromesso sia a portata di mano», ha spiegato ieri al Financial Times Zyta Gilkowska, ministro polacco delle Finanze. Ma nella vicenda che lo vede opposto a Unicredit nell’ambito della progettata fusione tra Bph e Pekao, il governo di Varsavia non sembra disposto a far sconti. Il ministero del Tesoro polacco è anzi passato ieri al contrattacco presentando al Tribunale di giustizia europeo di Lussemburgo un ricorso contro il nulla osta concesso nell’ottobre 2005 da Bruxelles all’unione tra Unicredit, che controlla Pekao, e la banca tedesca Hvb, cui fa capo Bph.
La replica della Commissione europea è stata immediata. L’Ue «ritiene che la sua decisione del 18 ottobre (2005) era ben fondata e prendeva in considerazione tutti i fattori rilevanti, inclusi gli effetti specifici sul mercato polacco dei servizi finanziari». La Commissione «presenterà le sue argomentazioni alla Corte nei tempi dovuti».
La Polonia motiva la propria opposizione ricordando che «nel rapporto 2002 l’esecutivo di Bruxelles aveva osservato come il mercato bancario polacco fosse caratterizzato da un forte tasso di concentrazione. Dopo tre anni, la Commissione dà il via libera per un’ulteriore concentrazione attraverso la fusione Pekao e Bph». Il merger, da cui nascerebbe il primo gruppo creditizio polacco in grado di scalzare dalla posizione di leader la statale Pko Bp, è considerato da Varsavia pericoloso sotto il profilo occupazionale e della libera concorrenza.
La scorsa settimana, mentre l’ad di Unicredit Alessandro Profumo incontrava i commissari alla Concorrenza e al Mercato Interno, il governo polacco ha reso noto di aver concesso tre mesi di tempo all’istituto di Piazza Cordusio per liberarsi delle azioni Bph, pena l’invalidazione del contratto di privatizzazione con cui era stato rilevato nel 1999 Pekao.
Alla banca italiana, che nei giorni scorsi si era dichiarata sorpresa per il silenzio di Varsavia sulla proposta di un incontro, ha risposto ieri il premier polacco Kazimierz Marcinkiewicz: «Spero di incontrare il numero uno di Unicredit in febbraio». Quanto alle possibilità di un compromesso, il ministro delle Finanze ha sottolineato che «ci sono trattative commerciali assai serrate. Il governo ha diritto di formulare le sue richieste e di avere delle risposte, considerato che agisce in nome della Polonia e dei contribuenti polacchi». Nelle scorse settimane il Financial Times aveva ipotizzato un possibile punto di incontro in una riduzione dei tagli agli organici e nel diretto controllo da parte di Unicredit di Pekao-Bph, anziché della subholding Bank Austria.