Unicredito: Cariverona sotto il 5%

La Fondazione è scesa dal 7,4 al 4,9%. Gli effetti dei benefici fiscali e le nuove strategie di Biasi

da Milano

Nuovo passo indietro della Fondazione Cariverona in Unicredito. L’Ente scaligero guidato da Paolo Biasi è sceso al 4,9% della banca milanese dal precedente 7,4%. Un’operazione avvenuta in questi mesi. Con il tempo la Fondazione ha lasciato il posto di primo azionista di Unicredit a favore della Fondazione Crt (8,68%) e ora viene superata anche da Carimonte holding (7%). Cariverona si presenterà all'Ops su Hvb con una quota inferiore, che genererà una partecipazione nella banca allargata italo-tedesca post offerta più piccola rispetto al 4% previsto inizialmente.
La discesa è stata orchestrata anche per beneficiare degli sgravi fiscali che, a determinate condizioni, consentono alle Fondazioni cospicui risparmi sulle quote cedute delle banche partecipate entro la fine di quest’anno. Ma oltre a questo, nell’iniziativa di Cariverona si può anche leggere un progressivo allontanamento dal mondo Unicredito-Mediobanca. Che non è detto sia finito qui: la prossima soglia che obbligherà la Fondazione a comunicare la propria posizione nel capitale di Unicredito è il 2%. Quindi l’Ente potrebbe scendere fino al 2% senza comunicarlo. Un’ipotesi che non è esclusa da fonti vicine alla Fondazione, che si limitano a fare osservare che «nell’attuale posizione non possiamo dire che succederà in futuro». Una posizione ben diversa da quella di 2 anni fa, quando Biasi sembrava arrivato a un passo dalla presidenza delle Generali, compagnia il cui azionista di riferimento è Mediobanca.
L’obiettivo è ora torinese, chez SanpaoloImi, dove Cariverona è entrata con l’1,5% del capitale, dove forse investirà ancora, e dove lavorano due ex manager «partecipati»: il direttore generale Pietro Modiano e il capo delle assicurazioni Mario Greco.