Unicredito e Hvb passano l’esame Borsa

Profumo: «Mediobanca resta strategica». Ma i titoli salgono del 3%

Marcello Zacché

da Milano

In questi casi il giudizio del mercato è importante. A maggior ragione se sotto esame c’è la maggiore fusione cross border mai effettuata tra banche europee, quella tra Unicredito e Hypovereinsbank. E il giudizio è stato ieri ampiamente positivo: Unicredito ha guadagnato il 3% a 4,2 euro e pure Hvb ha chiuso in rialzo, del 2,4%, a 20,55 euro.
Due gli elementi di peso a sostegno di questi dati: il primo è che il capitale transitato è stato notevole, pari al 5,7% di entrambe le banche. Segno che sono stati in molti a prendere posizioni nella partita. Il secondo è che i movimenti delle Borse hanno più che apprezzato il rapporto di cambio proposto da Unicredito per la fusione, pari a 5 titoli milanesi per ognuno dell’istituto bavarese. Con i prezzi di ieri, infatti, 5 titoli di Unicredito valevano 21,05 euro, 50 centesimi in più di un’azione di Hvb. E il verdetto è stato positivo anche per Morgan Stanley, che ha alzato il giudizio su Unicredit a «overweight».
«Nasce la prima vera banca pan-europea - ha detto ieri il futuro presidente Dieter Rampl, in un doppio incontro congiunto con gli analisti italiani tenuto prima a Milano, poi a Monaco, battendo ancora sul tasto di un’operazione condivisa - con una fantastica rete distributiva e forti prospettive di crescita». Mentre l’ad di Unicredito, Alessandro Profumo, ha tenuto a smorzare ogni possibile tensione: «In realtà è una fusione, e una fusione tra pari, anche se tra Unicredit e Hvb vi sono differenze».
Nei dati forniti alla comunità finanziaria Rampl e Profumo hanno descritto un gruppo nono in Europa e quarto in Eurolandia, con un potenziale di utile netto 2007 di 6 miliardi a fronte di ricavi per 24,1 miliardi e un cost/income del 51%. Un dato che verrà ottenuto anche con tagli all’occupazione.
Il dato, come sempre molto atteso nelle aggregazioni societarie, riguarderà il 7% dei dipendenti, pari a circa 9mila posti di lavoro, soprattutto in Germania ed Est Europa. In Italia i tagli riguarderanno soltanto il 2% della forza lavoro.
Ma i tagli non dovrebbero creare tensioni: «Non è difficile trovare un accordo con i sindacati», ha detto Rampl.
Tra le varie questioni aperte Profumo ha chiarito anche la posizione nei confronti di Mediobanca: la partecipazione del 9% conferita nel patto di sindacato che controlla Piazzetta Cuccia «è lì e lì resta», ha detto in un’intervista.
Confermando che resta strategica e non fa parte delle attività non-core destinate alla dismissione. Un elemento che però non ha frenato la corsa del titolo Mediobanca in Borsa, dove le azioni hanno chiuso con un progresso del 2,3% a un prezzo di 16,1 euro, con scambi ancora intensi, pari a oltre l’1,5% del capitale.
L’operazione Milano-Monaco è infine piaciuta anche al commissario Ue al Mercato interno, Charlie McCreevy, che l’ha accolta «favorevolmente». La fusione «mostra che ci possono essere collaborazione e consolidamento transfrontalieri nel settore bancario», ha detto a chi gli chiedeva un parere sulla prossima fusione tra i due gruppi bancari.