Unicredito e Hvp: «La trattativa è avviata»

L’operazione vale 16 miliardi e sarebbe la maggiore mai realizzata in Europa. I titoli chiudono con quotazioni in rialzo

da Milano

Dopo giorni di indiscrezioni, da ieri è ufficiale: Unicredito e la banca tedesca Hypovereinsbank sono in stretto contatto per formare un’aggregazione. Le due banche hanno ieri confermato in un comunicato congiunto l’esistenza dei colloqui.
Molto caute le dichiarazioni dei due istituti, che premettono come «nessun accordo sia ancora raggiunto e l'esito delle discussioni rimanga altamente incerto» ma che, nel frattempo, hanno nominato gli advisor. Piazza Cordusio, che potrebbe presto farsi affiancare anche da un secondo consulente finanziario, ha dato incarico formale a Merrill Lynch, mentre per conto di Hvb si è messo al lavoro sul dossier Jp Morgan.
Da giovedì scorso i rumors di Borsa scommettono su un matrimonio e il valore complessivo dell'operazione, da realizzarsi con uno scambio azionario, è stimato in almeno 16,5 miliardi. Pari alla capitalizzazione dell’istituto tedesco, che potrebbe essere assorbito da quello milanese. Si tratta, se andrà in porto, della maggiore acquisizione mai realizzata in Europa, superiore anche ai 15,2 miliardi pagati l'anno scorso dal Santander per Abbey National.
A Francoforte, dove il listino è in fibrillazione anche sul fronte Commerzbank, Hvb, che è la seconda banca tedesca dopo Deutsche Bank, ha fatto un passo in avanti (+1,3% a 20,45 euro). In luce Munich Re (+2,5% a 88,99), primo azionista di Hvb col 18% del capitale, che non nasconde di guardare con favore a «progetti di consolidamento sensati». Mentre a Milano anche Unicredit (+0,92% a 4,18) è stato premiato dopo i cali delle sedute passate. Prese di profitto invece a Vienna su Bank Austria (-1,18% a 79,8), controllata da Hvb e, secondo alcuni analisti, obiettivo ultimo del gruppo guidato da Alessandro Profumo per la sua presenza nell'Est Europa.
«In base alle indiscrezioni di mercato, Unicredit sarebbe disposto a valorizzare le azioni di Hvb a 22 euro, con un upside del 9% sui prezzi correnti, valutando la banca tedesca circa 16,5 miliardi», fa il punto un analista di Rasbank. «Per finanziare l'operazione, Unicredit - è stato calcolato - dovrebbe emettere circa 4 milioni di nuove azioni (63% del totale)». Il progetto ha poi soprattutto una valenza industriale, «che consentirebbe a Unicredit di rafforzare la sua strategia e la sua leadership nell'Europa centro-orientale». L'istituto tedesco però avrebbe aperto colloqui su più fronti. Con Bnp Paribas e forse anche con i colossi spagnoli Santander e Bilbao.
È da più di un anno che l'istituto bavarese sta cercando un possibile partner. Ad aprile 2004 la fusione con Commerzbank sembrava cosa fatta: si è trasformata poi in un tira e molla che non ha portato a nulla. Altri progetti sono naufragati soprattutto a causa dell'andamento deludente della congiuntura economica in Germania.