Unicredito: Hvb? La miglior scelta possibile

Profumo non esclude contromosse di altri gruppi. Rampl: «Rischio marginale»

Marcello Zacché

da Milano

«L’aggregazione con il gruppo Hvb appare come la più interessante disponibile». Per il cda di Unicredito, guidato da Alessandro Profumo, la scelta della fusione con i tedeschi di Hypovereinsbank (con le appendici di Bank Austria e Bph in Polonia), è l’unica possibile per garantire un «salto strategico» svolgendo il ruolo di driver.
Lo si legge nella relazione all’assemblea che, il 29 luglio, sarà chiamata a deliberare la ricapitalizzazione necessaria per procedere all’aggregazione. E dove Profumo non esclude che Hvb possa interessare anche altre banche europee. Un rischio che però il numero uno del gruppo bavarese, Dieter Rampl, ha ieri definito «marginale».
«In Italia - scrive il cda - non vi è spazio per operazioni medio-grandi interessanti». Nell’Europa occidentale le opportunità di business sono poche e comunque Unicredito «difficilmente potrebbe proporsi come aggregatore», per questioni dimensionali. Dunque, niente di meglio di Hvb, che porterà al nuovo gruppo un contributo del 64% in termini di volumi e del 28% in redditività. L'operazione Hvb avrà un impatto diluitivo sull'utile per azione di Unicredito dell'11% nel 2005, neutro sul 2006 e accrescitivo del 3,5% nel 2007. Nel 2006 e 2007 il cda prevede di incrementare il livello del dividendo, «pur in coerenza con gli obiettivi di patrimonializzazione».
L’aumento di capitale da effettuare sarà al massimo di 2,343 miliardi, a un prezzo unitario stimabile a 4,095 euro di cui 0,5 di valore nominale e 3,595 di sovrapprezzo (ieri il titolo ha chiuso a 4,4, in lieve calo). Quindi partirà l’offerta di scambio (un titolo Hvb per 5 Unicredito) promossa dal gruppo milanese verso gli azionisti tedeschi, in un periodo che, tenuto conto delle diverse legislazioni, dovrebbe iniziare il 23 agosto per concludersi il 6 ottobre, con possibilità di due settimane extra in caso di raggiungimento della soglia minima di accettazione, pari al 65%.
L'offerta di scambio su Bank Austria dovrebbe invece partire nel corso della seconda settimana di agosto, mentre la tempistica per l'offerta sulla polacca Bph «andrà discussa con le autorità». In caso di adesione al 100% dei soci di minoranza all'offerta in contanti per Bank Austria l'esborso complessivo sarebbe pari a 2,3 miliardi circa, mentre per Bph sarebbe di 1 miliardo.