Unicredito punta su Hvb, ma non è sola

Con i francesi in campo la partita si complicherebbe. Il ruolo di Merrill Lynch

Marcello Zacché

da Milano

Unicredito sarebbe molto avanti nel progetto di aggregazione con l’istituto tedesco HypoVereinsbank. Anche se le fonti finanziarie informate non parlano di fase finale. Mentre quelle ufficiali, la sede milanese della banca guidata da Alessandro Profumo, ben si guardano dal commentare l’esistenza di qualsivoglia dossier.
La voce, in giro da mesi, ha preso consistenza in questi ultimi due giorni. E non a caso sembra che oltre a Unicredito, Hvb possa interessare anche altri. A cominciare da Bnp Paribas, che starebbe studiando a sua volta il dossier. E che per Profumo diventerebbe un concorrente durissimo da battere, vista la maggiore capacità finanziaria della banca francese. I conti sono presto fatti: Hvb capitalizza 15 miliardi, e questo è il valore di riferimento per quantificare l’operazione. Unicredito, che ne vale 26,4, ha un capitale in eccesso stimato 1,6 miliardi. Mentre Bnp, che capitalizza quasi il doppio, 50 miliardi, vanta un free capital di ben 7,5 miliardi.
In assenza di conferme, sul mercato si possono raccogliere solo indizi. Tra questi ci sarebbe il ruolo di Merrill Lynch come consulente della banca italiana, mentre non trova fondamento il coinvolgimento di Jp Morgan dalla parte dei tedeschi. In Borsa i titoli Unicredito sono rimasti deboli anche ieri, cedendo lo 0,5% a 4,15 euro, mentre le azioni Hvb sono rimaste stabili a 20,18, e quelle della controllata Bank Austria hanno chiuso in rialzo del 7% ai massimi dell’anno.
Le ipotesi d’intervento. La prima prevede l’acquisto di una quota di maggioranza relativa di Hvb, nell’ordine del 25% del capitale. Calcolando un premio del 20%, l’operazione costerebbe a Profumo 4,5 miliardi. A cui la banca milanese potrebbe far fronte con un aumento di capitale dedicato a uno scambio carta contro carta con gli azionisti Hvb, a cui verrebbero offerte azioni Unicredito con un Ops parziale. In alternativa Profumo potrebbe acquistare dall’attuale primo azionista di Hvb, Munich Re, il suo 18,4% dando in cambio poco meno del 10% del capitale di Unicredito. E acquistando sul mercato un altro 7-10%, utilizzando il free capital. In entrambi i casi le fondazioni azioniste di Unicredito (Cariverona, Crt, Carimonte e Cassamarca) si troverebbero diluite dall’attuale 27% fino a un minimo del 23, mentre Munich Re avrebbe dal 2 fino al 10% di Unicredito, a seconda delle modalità scelte.
Il secondo scenario è più radicale: Unicredito lancia un’Ops su oltre il 50% di Hvb. Il che richiederebbe una ricapitalizzazione nell’ordine dei 9 miliardi. E probabilmente un esborso suppletivo per un’Opa a cascata su Bank Austria. Il che diluirebbe le Fondazioni come minimo sotto al 20%. Rendendo forse un po’ troppo contendibile lo stesso Unicredito.

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