Unione a caccia di fiducia

A sera, in un corridoio del Senato, Mastella illustrava ad alcuni intimi il «piano per gennaio» che sta suggerendo a Prodi. Una «operazione chirurgica» con dimissioni di ministri (del Pd) e riaccorpamento di dicasteri che consenta di «snellire» il governo senza passare per complicati rimpasti, Prodi bis e fiducia. E se uno che sa fiutare l’aria come Mastella già guarda al prossimo anno, significa che nell’Unione è tornato un po’ di ottimismo. La strada è ancora irta di ostacoli, ma il lavorio per serrare le fila della maggioranza è in corso. Se lunedì il governo stava pensando di mettere subito la fiducia sulla Finanziaria, per evitare uno stillicidio di bocciature sugli emendamenti, ieri il pericolo sembrava allontanarsi: «Stiamo trattando con Dini per modificare la norma sui precari e ci sono buone probabilità di riuscirci», confidano da Palazzo Chigi. Dini vacilla, spiegano da Forza Italia: il suo gruppo (sono in tre) è diviso tra chi (uno) vuol restare nel centrosinistra e chi (un altro) guarda alla Cdl. Con lui nel mezzo, che oggi dovrebbe sciogliere le riserve sul via libera o meno alla mediazione del governo. E Rifondazione è pronta a mollare un po’ di precari per recuperare Dini? «Anche il punto più alto di lotte sociali è niente rispetto alla sacralità del diritto», annuncia il capogruppo Russo Spena. Traduzione: il Prc concentra le sue energie sul decreto anti-romeni, che sta creando sconquassi nel partito e arriverà in aula dopo la Finanziaria. E se il governo, come Amato fa capire, è disposto ad accogliere alcune modifiche in senso garantista, loro sono pronti a chiudere un occhio sulle lotte sociali.