Unione divisa, Mastella sbotta: «Così non si arriva al governo»

Ds, Margherita, Sdi e Udeur votano sì. Verdi, Pdci e Rifondazione contro. Angius: per loro la libertà è minacciata dal decreto, non da Al Qaida

Massimiliano Scafi

da Roma

«Totalmente inefficace» per Rifondazione comunista, un «contentino alla Lega» secondo il Pdci, addirittura un rischio «per le libertà civili», come dicono i Verdi. Sì, un «provvedimento pericoloso», insiste Alfonso Pecoraro Scanio, e Gavino Angius gli risponde così: «Qui si dimentica che la libertà è minacciata da Al Qaida, non dal decreto». E se Cesare Salvi trova «anticostituzionale l’espulsione immediata degli stranieri a discrezione del governo», Francesco Rutelli spiega che «abbiamo fatto la nostra parte con responsabilità, migliorando alcune proposte». «Un testo di buon senso, la società italiana non deve essere gettata nel panico», commenta Romano Prodi, Dunque la convergenza istituzionale voluta dal Quirinale funziona, al Senato il pacchetto Pisanu antiterrorismo passa a larga maggioranza. Ma sono larghe anche le divisioni nell’opposizione: Ds, Margherita, Sdi e Udeur da una parte, insieme ai partiti della Cdl, la sinistra radicale dall’altra. Una spaccatura profonda, che lascia una coda velenosa. «In questa maniera al governo non ci arriviamo - ragiona Clemente Mastella - . Ci può essere una distinzione ma non una divaricazione permanente sulla politica estera e di sicurezza».
Ora tocca alla Camera, dove il copione è lo stesso. «Il decreto - dice infatti Franco Giordano, capogruppo del Prc a Montecitorio - non serve a nulla. Contro il terrorismo non c’è bisogno di politiche repressive, come il prolungamento del fermo di polizia e le espulsioni di massa, basterebbe potenziare l’intelligence e dotare di risorse adeguate le forze dell’ordine». No secco pure dai Comunisti italiani. «Manca la strategia politica - afferma Pino Sgobio - , ci sono invece misure contro gli immigrati». «Il pacchetto - aggiunge Pecoraro Scanio - è debole contro il terrorismo e pericoloso per le libertà dei cittadini. Il continuo ricatto della Lega lo ha reso sempre peggiore. Ridicolo poi l’emendamento sul chador: davvero si pensa che chi mette le bombe va in giro con il burqa?». Qualche mal di pancia pure nella Quercia. Gianni Kessler annuncia un trentina di emendamenti alla Camera, Salvi critica l’articolo 3 del testo: «Il rigore deve rispettare i principi costituzionali e i diritti umani».
Ma l’ala «governativa» dell’Unione tira dritto. «Abbiamo lavorato per unire le forze politiche contro il terrorismo - dice Angius, presidente dei senatori diessini - . Il terreno è quello dell’incontro non dello scontro di civiltà, per questo io ho molto apprezzato l’intervento del ministro dell’Interno e meno le esternazioni del presidente Pera». Massimo Brutti parla di «clima costruttivo», Ugo Intini ricorda che «la sicurezza non è né di destra né di sinistra: noi abbiamo appoggiato le misure di Pisanu perché si è giunti a una formulazione pragmatica e di buon senso». Sandro Battisti, capogruppo della Margherita in commissione Affari costituzionali, avverte: «È necessario un impegno comune, il fenomeno va affrontato con chiarezza e serietà». I Dl si dicono «soddisfatti» per l’approvazione del pacchetto, anche se, dicono Fanfani e Fistarol, andrebbe integrato con la Superprocura antiterrorismo.
Resta però qualche coccio nel centrosinistra. Dice ancora Mastella: «Io sono soddisfatto solo in parte perché questo è il momento della responsabilità nazionale e andavano evitate forzature. Come superare le nostre divisioni? Prodi, invece di guardare strabicamente troppo di là, cominci a guardare pure di qua».