Unione europea, demanio e diporto al giro di boa

Mentre il ministro Fitto è impegnato in una difficile trattativa con Bruxelles per superare la "direttiva Bolkestein" del 2006,
a Palazzo Madama si lavora per la corretta applicazione del federalismo demaniale e alle "norme chiare" per i megayacht

Dopo l’audizione di Ucina-Confindustria Nautica davanti alla commissioni riunite del Senato, la VIII (Lavori pubblici, trasporti e comunicazione) e la X (Industria, commercio e turismo), i due presidenti fanno il punto sulla crisi che ha colpito la nautica, il turismo da diporto, l’indotto e le cosiddette economie costiere, in grande sofferenza soprattutto nel 2010 dopo la grande fuga dei megayacht verso la Costa Azzurra, la Spagna, la Corsica ma anche in Slovenia e Montenegro. Il lungo documento presentato dal presidente di Ucina-Confindustria nautica, Anton Francesco Albertoni, ai rispettivi presidenti delle due commissioni, Luigi Grillo e Cesare Cursi, oltre a sottolineare i punti deboli di un sistema che non riesce a decollare a causa soprattutto della burocrazia, contiene anche alcuni suggerimenti e contributi per risolvere i problemi più urgenti.