Unione, festa per l’insuccesso

I nuovi eletti al Parlamento: solo 5 a 3 al Senato, 10 a 7 alla Camera per la coalizione di Romano Prodi

(...) la Casa delle libertà supera il 47,2.
Particolarmente magro il bilancio del maggior partito della sinistra, i Democratici di sinistra, che a livello regionale - la Liguria è da sempre una loro roccaforte - hanno cantato vittoria solo per un paio d’ore, ieri pomeriggio: alla Camera i Ds si sono presentati all’esame dell’elettorato assieme alla Margherita e hanno raccolto una percentuale di poco superiore al 35 per cento, ma al Senato, da soli, non sono riusciti a mascherare un risultato del 23,7 che sembra fatto apposta per mettere in discussione la strategia, non solo elettorale, dei vertici del partito.
Né si può considerare un successo, tutt’altro, l’esito dei «cespugli» del centrosinistra: i Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio e Cristina Morelli sono rimasti sostanzialmente stabili, i dipietristi nostrani di Italia dei valori e la Rosa nel pugno di Pannella, Bonino e Boselli, Cappato e del genovese Merella non hanno «sfondato», a scapito di una leggera crescita di Rifondazione comunista e dei comunisti italiani che, peraltro, considerati i risultati delle Europee e delle amministrative 2002 si attendevano ben altri risultati.
Nel campo del centrodestra ligure, invece, c’è la consapevolezza di aver ridotto, e di molto, la forbice fra i due blocchi. Molto significativi, a questo proposito, i dati usciti dalle urne in località come Sestri Levante che erano considerate roccaforti della sinistra e hanno ampiamente premiato i partiti della Casa delle libertà.
Nell’estremo Ponente, poi, si è fatta sentire l’influenza e il riscontro, in termini di consenso popolare, del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola: nell’Imperiese, fra l’altro, assolutamente straordinario il risultato dei 67 comuni in cui hanno prevalso i partiti di centrodestra che si riconoscono nella Casa delle libertà.
In questo ambito, il partito azzurro - che raggiunge il 23,1 per cento alla Camera e supera il 24 al Senato - ha fatto da trascinatore di una riscossa che ancora pochi mesi fa sembrava irrealizzabile, e oggi lascia trasparire indicazioni favorevoli in vista delle prossime elezioni amministrative.
In ogni caso, molto soddisfatti sono gli esponenti dell’Udc che quasi triplica i voti rispetto al 2001, ma buoni risultati sono stati ottenuti anche da Alleanza nazionale, che vede crescere i consensi rispetto a cinque anni fa, mentre la Lega Nord si assesta al 3,5 per cento, un po’ inferiore alle attese.
Sulla base dei primi conteggi ancora ufficiosi, si può già abbozzare una stima degli eletti nel prossimo parlamento. A Palazzo Montecitorio dovrebbero salire, in rappresentanza della Liguria, gli ulivisti Fabio Mussi, Roberta Pinotti, Italo Tanoni, Andrea Orlando, Massimo Zunino, Romolo Benvenuto e Aleandro Longhi, il dipietrista Egidio Pedrini, Cristina Morelli per i Verdi, e Ramon Mantovani di Rifondazione comunista.
Sempre per la Camera, gli esponenti della Casa delle libertà dovrebbero essere Claudio Scajola, Enrico Nan, Gabriele Boscetto, Gabriella Mondello (tutti di Forza Italia), Vittorio Adolfo (Udc), Ignazio la Russa (An) che ha con l’opzione per la Liguria, e il leghista Maurizio Balocchi.
La sinistra a Palazzo Madama dovrebbe essere rappresentata da Graziano Mazzarello (Democratici di sinistra), Andrea Ranieri (anch’egli diessino), Egidio Banti (Democrazia e libertà-La Margherita), Luigi Malabarba (Rifondazione comunista) e Gabriella Badano.
I senatori di centrodestra sarebbero invece Alfredo Biondi (Forza Italia), Ferruccio Saro (Movimento per le autonomie) e Giorgio Bornacin (Alleanza nazionale).
Una annotazione a parte, infine, che riguarda il meccanismo elettorale al di là dei risultati, è l’esito dell’esperimento di scrutinio elettronico che ha interessato la Liguria assieme a altre quattro regioni-campione italiane, e si è rivelato più complesso del previsto. In qualche caso, il rodaggio ha creato qualche problema di gestione dei dati, fino a sfociare in chiusure anticipate dei computer con rinuncia dei tecnici alla diffusione dei conteggi. A far testo, comunque, sono stati solo i conti ufficiali.