Unione nel caos sulla Tav: «Prodi chiarisca»

da Milano

Ora che il governo è costretto all’ennesima smentita di se stesso, ancora sulla Tav, terreno di infinite giravolte e balletti nell’Unione, anche il centrosinistra chiede a Romano Prodi di mettere ordine nel caos alternato dei sì e dei no all’alta velocità. Beffando qualunque strategia del silenzio elaborata dai comunicatori del premier, il sottosegretario all’economia Paolo Cento (Verdi) è uscito con un’affermazione («so per certo che l’alta velocità non verrà realizzata dal governo») che ha fatto riesplodere tutte le contraddizioni della maggioranza sui lavori in Val di Susa. A questo punto, dopo le esternazioni di Cento e di altri esponenti della sinistra radicale, per il sottosegretario agli esteri Gianni Vernetti (Margherita) «urge un chiarimento da parte del governo sulle prospettive della linea ad alta velocità Torino-Lione». E mentre per oggi è in programma una fiaccolata dei comitati del «No» nella valle, rincara la dose un altro deputato Dl, Giorgio Merlo: «Le forze della sinistra radicale non perdono giorno per creare difficoltà all’interno della coalizione». È impossibile «proseguire un’esperienza di governo quando la vera opposizione spunta quasi sempre al proprio interno. È arrivato il momento di chiarire definitivamente il percorso che dovrà compiere il centro sinistra se vorrà governare realmente».
Ma sono soprattutto i Ds, al governo in Piemonte e a Torino, che cercano di ricucire lo strappo degli alleati. Il segretario della Quercia Piero Fassino ribadisce che «la Tav è un’opera essenziale. «valgono le dichiarazioni fatte da Romano Prodi sia in campagna elettorale sia come presidente del Consiglio - dice il leader dei Ds -. Confermiamo che vogliamo realizzarla discutendo con le comunità locali, Regione e Provincia, per concordare tutti i passaggi procedurali e le scelte di tracciato». Ma anche su questo punto manca una linea comune nel centrosinistra, con la Regione Piemonte e la Provincia di Torino che prendono le distanze dall’eurodeputato di Rifondazione comunista Vittorio Agnoletto, che aveva sollevato dubbi sulla presenza di amianto nel sottosuolo della Valle nonostante le rilevazioni fatte dall’Arpa. «Sarebbe un danno per il Piemonte e per il sistema Paese - dicono gli assessori piemontesi - se non si facesse la Torino-Lione a causa di una psicosi collettiva su qualcosa che, fino a questo momento, non c’è».
La Regione Piemonte chiede al presidente del Consiglio di convocare al più presto un tavolo istituzionale per decidere tempi e tracciato della linea. Un tavolo a Palazzo Chigi per le grandi opere si farà, spiega il leader dei Verdi e ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che però sulla Tav conferma sostanzialmente la posizione di Cento: «Riteniamo che ci siano progetti meno impattanti, condivisi dalla popolazione che permettono di far andare meglio i treni e trasportare più merci con la ferrovia senza doverle imporre con la forza». «Prodi dica qual è la vera posizione del governo sulla Tav» chiede Maurizio Lupi, responsabile infrastrutture di Forza Italia. «Visto che gli inviti al silenzio del presidente Prodi non sono stati recepiti dai rappresentanti del suo esecutivo chiediamo che venga al più presto in Parlamento e ci illustri, sempre che abbia trovato la soluzione al puzzle, la vera posizione del suo governo sulla Tav».