UNIONE SÌ, MA DI CENTRO

La sigla Udc, in origine, significava Unione di centro. Poi, oggi, al Senato della Repubblica il gruppo che si richiama a Pierferdinando Casini si chiama «Unione dei Democraticicristiani e di centro (UDC)». Alla Camera dei deputati, invece, la denominazione del gruppo all’inizio della legislatura era: «UDC (CCD-CDU)». Ma poi, il 17 maggio 2006, il capogruppo ha comunicato che l’esatta denominazione del gruppo è: «UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro)». Si noti la finezza della differenza, tutta democristiana, fra i Democraticicristiani tutti attaccati di Palazzo Madama e quelli staccati di Montecitorio. E anche la reiterazione di quel «Democratici» anche per i centristi dei deputati. Come dire che loro sono un po’ più democratici degli altri. Un capolavoro linguistico e semantico, qualcosa di tanto raffinato che non si vedeva dai tempi della memorabile discussione sul centrosinistra con o senza trattino. In una parola, qualcosa di molto democristiano.
E alle nostre latitudini? In Regione Liguria il gruppo che gli arrivi di Nicola Abbundo e Matteo Marcenaro - uomini che sono sempre stati fedeli alla Casa delle libertà - hanno trasformato finalmente in un vero covo di oppositori alla giunta Burlando, si chiama minimalisticamente «Udc», senza fronzoli. E anche in Provincia di Genova i tre consiglieri del capogruppo Andrea Cuneo sono «Udc» e basta. In Comune di Genova, invece, Paolo Repetto - capogruppo di se stesso - batte la bandiera dell’U.d.c. ma con i tre puntini. A noi, sinceramente, interessa poco come si chiamano. Anche perchè - dopo tutta questa ricerca sul significato dell’acronimo casiniano - ho dovuto ricorrere a una massiccia dose di Alka-Seltzer.
Ma il bel reportage della nostra Paola Setti - a cui va tutta la mia solidarietà per essersi sentita per tutto il giorno fumisterie linguistiche di stampo democristiano e per aver cercato di tradurle in italiano corrente - racconta di un mondo troppo allineato alla linea di Casini. Ma, probabilmente, in controtendenza rispetto ai loro elettori, che credono ancora alla Casa delle Libertà e l’hanno dimostrato anche nelle ultime settimane. Io penso che la Casa probabilmente non possa permettersi di sfrattare l’Udc. Ma sono certo che gli elettori dell’Udc non vogliono lasciare la Casa. Perchè i moderati, quelli veri, hanno una sola Casa. Insomma, si chiamino Unione di come diavolo gli pare. Purché ci aggiungano qualcosa di centrodestra.