Unioni civili, ci mancava la «quarta via»

La sinistra radicale non arretra sul registro delle Unioni civili. Anzi rilancia con una «quarta via». Accanto alle due delibere, una di iniziativa popolare, l’altra consiliare, e al registro delle solidarietà civili proposto dall’assessore al Personale Lucio D’Ubaldo, ecco spuntare un nuovo emendamento, che verrà presentato domani da Verdi, PdCi, Prc, Sd e Rnp, che dovrebbe sostituire quello concordato con la vicesindaco, Maria Pia Garavaglia. Adriana Spera, capogruppo del Prc, si lascia solo sfuggire che il nuovo testo potrebbe tener conto di quello che sta succedendo a Palazzo Madama, dove si stanno muovendo i primi passi per la discussione dei Cus (ex Dico, ex Pacs). «Questo non significa però - aggiunge la Spera - che intendiamo aspettare che si concluda l’iter in Parlamento. Noi andremo avanti per la nostra strada, cercando di arrivare all’approvazione in aula Giulio Cesare di una delibera che istituisca il registro delle Unioni civili». Ma la «quarta via» non placa gli animi nel centrosinistra. Gianluca Quadrana, capogruppo della Rosa nel Pugno si chiede «dove sia finito l’assessore D'Ubaldo e la sua proposta. Il sindaco Veltroni ci aveva detto, nella riunione di lunedì, di prenderci 48 ore di tempo per elaborare un’ulteriore proposta, magari sulla scia della lettera che D'Ubaldo aveva inviato al capogruppo del Pd, Pino Battaglia, che parlava di un Registro delle solidarietà civili». Ma D’Ubaldo spiega che lui non ha il potere di fare nulla se non di lanciare una proposta. E che il Comune non può istituire nulla, mancando una legislazione nazionale in materia. E che comunque il Registro delle Solidarietà civili è cosa ben diversa da quello delle unioni civili. «Non si tratta di una questione di forma - sottolinea - ma di sostanza». D’Ubaldo si ripromette comunque di fare quanto in suo potere per permettere la crescita delle aree di consenso all’interno del centrosinistra, ad esempio parlando coi diversi capigruppo presenti in consiglio. Anche perché sa, e lo ripete più volte, che «questa è una faccenda delicata». Veltroni potrebbe perderci la faccia con le autorità ecclesiastiche che lo hanno ricevuto la scorsa settimana. E la sinistra radicale, non dando azione alle parole, «rischia di perdere la sua identità», come sottolinea D’Ubaldo. In mezzo c’è tutta la maggioranza capitolina, divisa come non mai.