Unioni civili, i radicali lanciano l’ultimatum

I radicali sono sul piede di guerra. Ma è tutta la maggioranza capitolina a essere in fibrillazione in materia di unioni civili. Tanto che domani Veltroni e la vicesindaco Garavaglia hanno convocato in Campidoglio i capigruppo del centrosinistra per discutere delle due delibere già inserite nell’ordine dei lavori dell’aula Giulio Cesare: una di iniziativa popolare, l’altra firmata dalla sinistra radicale. Entrambe prevedono, se approvate, l’istituzione del Registro delle unioni civili in Comune. Il capogruppo della Rosa nel Pugno, Gianluca Quadrana, spiega che l’incontro «non cambierà nulla, perché non farò alcun passo indietro». Secondo l’esponente della Rnp, «il sindaco proverà a convincerci a trasformare la delibera in mozione. Ma la delibera verrà discussa in aula: bisogna solo vedere se verrà votata domani o giovedì». Il vero ostacolo alla discussione è il problema politico che quelle delibere sollevano. Quadrana pensa che tutto il Pd si opporrà alla discussione del documento, ma se «capisce» la Margherita, ritiene «drammatico» il silenzio dei Ds, che, «dicendo no, votano contro la loro storia di laicità». Il problema politico è tale che ieri tutti i radicali da Marco Pannella a Rita Bernardini, passando per il segretario romano, Massimiliano Iervolino, si sono riuniti per chiedere al sindaco il «rispetto delle regole», in materia di unioni civili. Iervolino si dice convinto che «dopo l’incontro di mercoledì scorso tra Veltroni e il cardinal Bertone, la delibera verrà affossata». «Sappiamo - aggiunge - che alcuni consiglieri del Pd sono stati minacciati, un fatto gravissimo». E se Pannella definisce Veltroni «il trasformista» per il suo continuo cambiamento di idee, Bernardini puntualizza che «il sindaco dice sì a tutto, senza mai trovare soluzioni concrete». Per «tenere accesi i riflettori sull’argomento» i radicali hanno organizzato una fiaccolata in piazza del Campidoglio per martedì sera. Intanto, però, è tutta la maggioranza capitolina a essere divisa sulle unioni civili. Per Amedeo Piva, vicecapogruppo del Pd, il problema «non si pone» nemmeno. Il motivo? «Non spetta al Comune di Roma decidere in materia, ma al governo». L’esponente del Pd sottolinea anche di «non accettare l’arroganza della sinistra radicale (tutta a favore delle unioni civili, ndr). Se si impuntano andranno a sbattere contro un muro invalicabile. Si tratta di una delibera inutile e inopportuna». Massimiliano Smeriglio (Pcr) si dice «davvero preoccupato per le parole di Piva, che sembrano quelle di Pio IX alla vigila della breccia di Porta Pia». E il consigliere di Sd, Giulioli si aspetta che «il sindaco intervenga nei confronti di pasdaran cattolici come Piva». L’Udeur fa sapere intanto che dirà no al documento, sempre che alla votazione si arrivi davvero. Se non dovesse accadere, i radicali preannunciano «azioni legali».