Unioni civili, l’«altolà» del Vicariato

Si anima la vigilia di quello che potrebbe essere il giorno delle unioni civili. Domani infatti probabilmente il consiglio comunale esaminerà l’ordine del giorno per l’istituzione del discusso registro. Un atto probabilmente inutile, visto che in assenza di una normativa nazionale il «sì» dell’aula Giulio Cesare avrebbe poco valore formale, ma che induce i due schieramenti a prepararsi alla battaglia. Da un lato i sostenitori della delibera annunciano la mobilitazione: «Saremo in piazza del Campidoglio a Roma dalle 16 per ribadire ancora una volta la nostra posizione: sostegno alla delibera comunale per l’istituzione del Registro delle Unioni Civili», dice il segretario e deputato di Prc Massimiliano Smeriglio. Dall’altro arriva l’altolà del Vicariato di Roma, che sembra avere soprattutto un destinatario, quel sindaco che più di una volta ha mandato messaggi rassicuranti ai vertici della Chiesa. «Le battaglie ideologiche non servono a nessuno», si legge in un editoriale del settimanale della diocesi di Roma «Sette», che chiede ai consiglieri cattolici di mostrare la «propria coerenza» a tutela della famiglia tradizionale. Nell’ordine del giorno che giunge al voto nel Consiglio comunale di Roma, «città che è punto di riferimento dei cattolici di tutto il mondo», si chiede «al Parlamento italiano - ricorda la nota del vicariato - di affrontare con urgenza le diverse proposte di legge presentate affinché sia finalmente possibile per gli enti locali individuare strumenti efficaci che diano alle diverse comunioni di vita presenti nella moderna società una risposta concreta e soddisfacente. E proprio su questo punto la Chiesa «fa appello alla saggezza di chi porta la responsabilità di promuovere il bene comune. Non è sufficiente infatti l’intenzione di opporsi ad una decisione profondamente negativa, come sarebbe l’istituzione di un registro delle cosiddette unioni civili, per giustificare un ordine del giorno che alla fine tende al medesimo risultato». «I cattolici che siedono in Consiglio comunale, e tutti coloro che considerano la famiglia fondata sul matrimonio come la struttura portante della vita sociale, da non svuotare di significato attraverso la creazione di forme giuridiche alternative, saranno dunque presto chiamati a mostrare la propria coerenza e la propria determinazione», conclude la nota.
Un monito preso molto sul serio dai deputati di An, Gianni Alemanno e Andrea Ronchi: «L’appello lanciato oggi dal vicariato per non votare in Consiglio comunale l’ordine del giorno sulle coppie di fatto non può essere ignorato da nessuno», dicono i due parlamentari. Che aggiungono: «Ci affidiamo alla coscienza dei consiglieri comunali di fede cattolica e più in generale, a quella di tutti i consiglieri di buon senso per non mettere in votazione un Odg contrario all’identità della nostra città e tale da spaccare profondamente la nostra comunità nazionale». Alemanno poi nel «Forum per la Nazione» a Chianciano chiarisce il suo pensiero: «Noi siamo contrari ad un registro per le unioni civili e anche al compromesso che il centrosinistra presenterà lunedì al consiglio comunale di Roma. Un compromesso che prevede un ordine del giorno che scarica la questione delle coppie di fatto a livello nazionale». «Sfideremo Veltroni su questa realtà - aggiunge Alemanno - per dimostrare che non rappresenta il mondo cattolico».