Unipol: 3 miliardi per fare acquisizioni

Verranno riacquistate le quote di minoranza in Aurora e Unipol banca

Marcello Zacché

da Milano

È arrivato ieri il primo bilancio dell’Unipol fatto senza Giovanni Consorte: riguarda i primi sei mesi di quest’anno e presenta luci ed ombre. L’utile del gruppo cresce del 2,7% a 230 milioni, ma al netto della quota destinata agli azionisti terzi cala del 4%, a quota 197 milioni.
«La società ha probabilmente tirato un po’ il fiato», dice un analista esperto del settore assicurativo. E ci sta tutto, visto il turbinoso avvio di questo 2006, con le dimissioni di Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, la ricostruzione totale della governance del gruppo controllato dalle coop, e soprattutto il tramonto del piano di conquista della Bnl.
Sta di fatto che i tassi di crescita a due cifre della redditività, che Consorte presentava spesso con orgoglio, lasciano ora spazio a una dinamica più lineare. Mentre sono sempre molto buoni gli incrementi del business: i premi diretti consolidati sono saliti del 9,7% a 4,637 miliardi, di cui 2,629 miliardi nei rami Vita (+16%) e 2,007 miliardi nei rami Danni (+2,6%).
Il consiglio d’amministrazione ha anche approvato il piano industriale 2006-2009, preparato dal nuovo amministratore delegato Carlo Salvatori, con la consulenza di Mediobanca. Le linee guida riguardano essenzialmente l’utilizzo del capitale in eccesso, derivante dall’aumento di capitale dell’anno scorso e dalle altre operazioni avviate per lanciare l’Opa sulla Bnl.
Le novità riguardano infatti il riacquisto delle partecipazioni di minoranza in Aurora e Unipol Banca, cedute al momento del piano per l' Opa, per le quali si prevede un impiego di capitale di 800 milioni per il 27% di Aurora e il 15% di Unipol Banca.
In ogni caso, a valle di questa operazione di ottimizzazione dell’utilizzo del capitale, Unipol è pronta a investire altri 3 miliardi per un'eventuale opportunità di acquisizione: ai 2 miliardi che restano a disposizione sotto forma di capitale in eccesso la compagnia potrà aggiungere un miliardo di «capitale ibrido» da emettere in caso di acquisizione. Il piano, dunque, prevede il ritorno sul mercato, a partire dal comparto bancario, ma anche dall’incremento della redditività del comparto assicurativo. Indicazioni più precise non ce ne sono: forse Salvatori ne parlerà oggi a Milano, alla presentazione del piano agli analisti.
Il piano presenta anche gli obbiettivi di crescita: utile netto di Gruppo a 570 milioni (dai 254 del 2005), utile per azione a 0,24 euro (da 0,11), roe al 14% (dal 9,2%), premi in crescita a 11,95 miliardi (4,8 danni, 7,15 vita). Per quanto riguarda il comparto bancario, i target al 2009 indicano una raccolta diretta bancaria di 9 miliardi, con una crescita media annua del 6,4% e un utile netto di Unipol Banca a 94 milioni. La Borsa ha accolto il piano e la semestrale senza grande entusiasmo: il titolo Unipol ha ceduto il 2,2% a 2,51 euro. Forse in attesa delle dichiarazioni di oggi di Salvatori: le prime dopo il cambio al vertice di quest’anno.