Unipol a Bankitalia: «Su Bnl andiamo avanti»

Marcello Zacché

da Milano

Il neo presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini, farà oggi il suo esordio in Bankitalia. Accompagnato dal direttore generale Carlo Cimbri, Stefanini andrà a parlare con il governatore reggente Vincenzo Desario del verdetto negativo di Banca d’Italia all’offerta pubblica d’acquisto lanciata da Unipol su Bnl. E preannuncerà di voler riproporre l’operazione, attraverso la presentazione delle «controdeduzioni», che dovrebbero essere inviate martedì o mercoledì prossimo. E non è escluso che tra queste osservazioni venga prospettato anche l’ingresso di un nuovo partner, un «cavaliere bianco».
L’incontro in Bankitalia sarebbe stato fissato da tempo. In ogni modo va da sé che la missione romana dei vertici Unipol assume una valenza diversa alla luce del no all’Opa. E probabilmente diventerà decisiva in vista del prossimo consiglio di Unipol che dovrà prendere una posizione ufficiale sul da farsi. Gli advisor del gruppo (Crédit Suisse, Nomura, Deutsche Bank e Vitale & Associati), si sono visti e sentiti anche ieri per elaborare una strategia di risposta a Bankitalia.
L’ipotesi è quella che la società intenda andare avanti, definendo una posizione nuova, idonea a tutelare gli interessi di società, azionisti e partner nell’operazione. E questo verrà detto oggi a Bankitalia. In sintesi, il contenuto principale della proposta punterà a una soluzione per i problemi giuridici e patrimoniali sollevati dall’autorità.
Secondo Unipol, Banca d’Italia avrebbe usato un metodo di valutazione particolarmente severo, con un capitale in eccesso che, a livello di conglomerato, sarebbe di meno di un miliardo inferiore a quanto richiesto (6 contro 7 miliardi). Un problema che potrebbe essere risolto con l’intevento di un partner nell’Opa. Per presentare le osservazioni c’è tempo fino a venerdì prossimo, ma Unipol intende farlo al più tardi mercoledì. Da quel momento Desario dovrà riprendere in mano la domanda di Opa e avrà altri 15 giorni per dare la sua risposta definitiva, come previsto dalla procedura della legge 241/90 all’articolo 10 bis.
La strategia contiene in realtà due profili ben distinti di argomentazioni: il primo riguarda la sorte dell’Opa, il secondo la preparazione di un terreno negoziale che permetta a Unipol di trattare l’eventuale abbandono della presa dalla migliore posizione possibile.
L’ipotesi più probabile è che Unipol presenti le sue controdeduzioni non solo con l’intento di lanciare l’Opa (un’eventualità che sembra oggettivamente difficile), ma anche con quello di tutelare l’interesse della compagnia che non intende «svendere» la propria Opa, soprattutto in vista di una possibile trattativa con gli spagnoli del Banco di Bilbao, che restano i candidati più autorevoli a sostituirsi all’Unipol nella partita Bnl.
In ogni caso la compagnia, in queste ore, è decisa a non mollare la partita, a non rinunciare prima di aver esaminato tutte le possibili alternative a disposizione. E nel frattempo si tiene pronta ad avviare anche altri canali. Come quello di Mediobanca (dove Cimbri si sarebbe recato nei giorni scorsi), che però, pur essendo stata in passato advisor dell’Unipol, oggi è invece uno dei consulenti istituzionali della Bnl.