Unipol, per Bnl ultime intese con le Popolari

da Milano

Unipol e il contropatto tendono le orecchie alle voci che si rincorrono a Bilbao e si danno appuntamento per lunedì pomeriggio per chiudere l’accordo su Bnl. A meno di sorprese potrebbe essere quella l’occasione per mettere nero su bianco l’accordo con cui la compagnia assicurativa di Giovanni Consorte progetta di acquistare l’intera quota di Bnl (26,1% del capitale) nelle mani della pattuglia di soci guidati dall’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone.
Dopo la fumata grigia che ha circondato il summit di giovedì, i due fronti utilizzerebbero insomma il fine settimana per mettere a punto gli ultimi dettagli della compravendita. Unipol non avrebbe in previsione riunioni del cda fino a lunedì ma lo schema di massima si baserebbe su un prezzo prossimo ai 2,7 euro per azione, trovando così una mediazione tra l’iniziale offerta di Consorte e i desiderata degli immobiliaristi (almeno 2,75 euro). La decisione di incontrarsi lunedì assume anche un altro sapore visto che questo fine settimana appare cruciale per verificare le intenzioni del Bilbao: la cui Ops valorizza 2,52 euro ma ha finora raccolto adesioni scarse. Ecco perché gli spagnoli potrebbero decidere un rilancio, tale possibilità è stata finora legata ma per legge c’è tempo fino a 5 giorni prima dello scadere dell’offerta in agenda il 22 luglio, nel tentativo di rompere la convergenza tra Unipol e Caltagirone. Senza contare che anche Corsorte sembra avere bisogno di tempo per trovare una spalla finanziaria forse nel Credit Suisse First Boston. Oltre a coinvolgere alcune banche italiane per «spalmare» fin dall’inizio la quota del contropatto: si parla di Popolare di Vicenza, Popolare Emilia Romagna (che ha però smentito contatti con Unipol), Popolare Italiana e Carige (tutte già azioniste di Bnl). Siglando così un patto parasociale con cui affrontare l’onere dell’Opa che scatterà in automatico una volta superato il il 30% di Bnl (più 1,6% in Borsa).
Anche perché la stessa Unipol è ancora in attesa dell’autorizzazione di Bankitalia per l’attuale quota del 15 per cento.