Unipol, condanna confermata a Consorte

Sei mesi di reclusione e 92.500 euro a titolo di risarcimento per l'ex presidente e l'ex amministratore delegato di Unipol. Il reato: insider trading. "E' una cosa abnorme essere condannato per aver agito nell'interesse dell'azienda", replica Consorte, che preannuncia di voler ricorrere in Cassazione

Milano - Il presidente della seconda sezione della corte d’appello del tribunale di Milano ha condannato l’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte e l’ex amministratore delegato della compagnia assicurativa Ivano Sacchetti a sei mesi di reclusione, confermando così la condanna di primo grado. La pena è comunque sospesa. I due sono stati condannati anche al pagamento di 92.500 euro a titolo di risarcimento a consob, che si era costituita parte civile, nonché al pagamento delle spese generali processuali nel processo che li vede imputati per insider trading a Milano. Il finanziere Emilio Gnutti, anche lui imputato a Milano per la stessa vicenda, ha invece patteggiato la pena che è stata convertita al pagamento di 140.520 euro di multa.

Consorte, presente in aula, è stato peraltro interdetto dai pubblici uffici e dal contrattare con la pubblica amministrazione per il periodo di un anno e due mesi. Da parte sua, l’ex leader di Unipol ha detto che è "una cosa abnorme essere condannato per aver agito negli interessi dell’azienda. Ricorreremo in Cassazione".