Unipol, «exit strategy» da Bnl in attesa di Bankitalia

da Milano

Unipol, oggi comincia l’era Stefanini. Il consiglio d’amministrazione della società assicurativa bolognese, convocato per il pomeriggio nella sede di via Stalingrado, formalizzerà le dimissioni di Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, annunciate alla fine dello scorso anno dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto i due manager.
Al loro posto si insedieranno Pier Luigi Stefanini, presidente di Coop Adriatica e il suo vice Vanes Galanti. In precedenza il cda di Finsoe, la società che nella catena di comando delle coop controlla direttamente Unipol con il 51%, sancirà l’insediamento al vertice di Turiddu Campaini, storico presidente di Unicoop Firenze, e di Claudio Levorato, presidente di Manutencoop e formalizzerà l’altra dimissione eccellente: quella di Emilio Gnutti, che attraverso Hopa è socia di Finsoe con il 5% e di Unipol con il 4,3%.
La scelta di Campaini non è casuale, visto che le coop toscane rappresentano all’interno del movimento cooperativo la fronda anti Opa Bnl. Nei prossimi giorni, forse già domani, potrebbe arrivare il no di Bankitalia all’offerta di Unipol sulla banca romana. Un «no» targato Vincenzo Desario, direttore generale reggente, che vuole chiudere il dossier Unipol-Bnl prima di consegnare le chiavi di Palazzo Koch al prossimo governatore Mario Draghi. La vigilanza di via Nazionale, secondo le ultime indiscrezioni, contesta a Unipol l’inadeguatezza patrimoniale a sostenere l'operazione Bnl.
Se dovesse fallire l’operazione Bnl, Unipol dovrebbe ripensare da capo il proprio futuro, a partire dalla scelta dell’amministratore delegato che dovrà affiancare Stefanini. Solo nelle prossime settimane si saprà se il timone del gruppo assicurativo sarà affidato o no a un manager del tutto esterno al mondo delle coop, come molti auspicano. Il quasi scontato «no» di Bankitalia costringerà il nuovo amministratore delegato a trovare una difficile exit strategy dal dossier Bnl. Unipol controlla direttamente il 14,7% della banca romana, e indirettamente arriva al 51% circa grazie alle quote in mano ad alcune banche straniere, legate a Unipol da un patto parasociale. L’obiettivo sarà quello di ridimensionare questa pesante partecipazione in Bnl e pensare a una serie di alleanze oculate, non più nelle vesti di predatore, come era il progetto di Consorte. Il primo socio forte con il quale potenziare i rapporti potrebbe essere Banca Monte dei Paschi di Siena.
I destini di Bnl, invece, potrebbero incrociarsi nuovamente con quelli di Bbva. Gli spagnoli, azionisti della banca romana con il 15%, aspettano l’esito del dossier Unipol in Bankitalia per colmare il vuoto lasciato da Consorte, mettere mano al portafoglio e riproporre un’offerta amichevole in azioni e contanti su Bnl. Sapendo di non avere più avversari.